Tensione nel governo sulla Consob. ‘Io evito le polemiche, mi spiace se ne ho provocata una. Ho solo dato un giudizio’, dice il ministro per lo Sviluppo Calenda che aveva censurato i ‘troppi errori’ su Banca Etruria e provocato la replica del presidente della Commissione Vegas. ‘Il governo non deve e non puo’ attaccare l’Autorita’ di Garanzia. In ballo non c’e’ la persona del presidente Vegas, ma una corretta relazione tra le istituzioni’, ribatte il ministro dell’Interno Alfano. Intanto, il premier Renzi sottolinea ‘una riduzione di tasse senza precedenti negli ultimi 20 anni’: ’16 milioni di italiani – dice – giovedi’ non pagheranno la Tasi sulla prima casa. Come pure non pagheranno Imu e Irap agricola, vedranno finalmente lo sconto sull’Irap, non pagheranno l’Imu imbullonati. E annuncia che il Pd scendera’ in piazza proprio giovedi’ per incontrare i cittadini.
“Ho chiesto ai parlamentari del mio partito, agli amministratori territoriali e ai militanti che possono dedicare mezza giornata a questo impegno di scendere in piazza e di andare incontro alle persone. Con orgoglio, senza timidezza. Spiegando ciò che è stato fatto. Che è oggettivamente impressionante ma che spesso non valorizziamo bene neanche noi”. E’ quanto scrive il premier Matteo Renzi nella sua e-news rilanciando l’appuntamento del 16 giugno quando “come previsto da tempo” ci sarà “una grande giornata di mobilitazione del Pd per raccontare cosa stiamo facendo in concreto”. “Perché criticare è facile, ma cambiare è bello. E noi siamo la dimostrazione che cambiare concretamente si può – aggiunge -. Chi dice sempre di no, chi mette veti su tutto condanna il Paese alla palude”.
“Date un occhio al consiglio dei ministri di domani, sarà interessante!”.E’ il consiglio che arriva direttamente dal premier Matteo Renzi, nella sua enews. La riunione di domani, non ancorta convocata ufficialmente, dovrebbe dare il via libera definitivo al decreto attuativo della riforma della P.a. che riguarda le sanzioni per i cosiddetti ‘furbetti del cartellino’.
Maggioranza in fibrillazione sul “caso” Vegas, il presidente della Consob oggetto degli attacchi del viceministro dell’Economia Enrico Zanetti e, ieri, del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Ma Renzi (che sulla questione continua a tacere) per ora, non sembra intenzionato a forzare la mano per un cambio al vertice della Commissione nazionale per la Borsa. Dopo la richiesta di dimissioni avanzata nei giorni scorsi dal segretario di Scelta civica, ieri Calenda, a Radio 24, aveva commentato l’inchiesta di Report sulla Consob, parlando di “errori gravi” da parte dell’Autorità. Parole che oggi, da Firenze, il ministro ha parzialmente smorzato, spiegando che “io evito normalmente le polemiche, mi spiace se ne ho provocata una. Ho solo dato un giudizio, fine. Non voglio fare nessuna polemica con nessuno”. Le parole di Calenda, però, creano un “caso” nella maggioranza. In difesa di Vegas (nominato nel 2010 dal governo Berlusconi, di cui era stato sottosegretario all’Economia) è oggi intervenuto il ministro dell’Interno, e leader di Ncd, Angelino Alfano, secondo cui “il governo non deve e non può attaccare le Autorità di Garanzia. In ballo non c’è la persona del presidente Vegas, peraltro stimato per la sua serietà e competenza, ma una corretta relazione tra le istituzioni”. Anche Forza Italia, con Renato Brunetta, accusa il ministro parlando di “indecente attacco del governo Renzi” e sfidando la maggioranza ad assecondare l’istituzione di una “commissione di inchiesta parlamentare sull’operato della Consob e della Banca di Italia”. “Calenda – spiega un esponente renziano di primo piano – ha espresso quella che è l’opinione comune del Pd, sicuramente non possiamo dire che Vegas ci piace. Ma non credo che salterà”. Il momento è troppo delicato (per la politica ma anche per la finanza, con in primo piano la doppia Opa su Rcs) per aprire un “buco” nella Consob e imbarcarsi in una polemica rovente all’interno della stessa maggioranza. “I dubbi su Vegas – aggiunge un deputato Dem vicino al premier – ci sono e da tempo, basta leggere le trascrizioni delle audizioni di qualche mese fa”. Ma Renzi e il Pd non sembrano al momento intenzionati a forzare la mano, almeno nei toni. Venerdì Vegas sarà sentito dai commissari dell’Autorità, a cui spetta, tra l’altro, il potere di sfiduciare il presidente. Oltre a Vegas della commissione fanno parte quattro consiglieri, tre dei quali (Anna Genovese, Giuseppe Maria Berruti e Carmine Di Noia) nominati dall’attuale governo. La palla, adesso, è nelle loro mani.