Un’altra grande polemica, piuttosto pretestuosa, è quella che si è scatenata ieri sul presunto declassamento della magnitudo del terremoto: da 7.1, come da prime notizie, a 6.1 poco dopo, fino all’ufficializzazione del dato a 6.5 da parte dell’Ingv. Naturalmente non c’è stato alcun declassamento doloso, ma come si spiegano tanti sbalzi nelle valutazioni? A spiegarlo è stato il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni ai microfoni di Radio Rai 3: “la differenza di magnitudo annunciata in momenti diversi” dipende dal fatto che “le stazioni vicine all’epicentro raggiungono una soglia massima di magnitudo locale, in questo caso di 7.1, ma nel giro di pochi minuti si è potuto ricalcolare la magnitudo momento e diramare il valore 6.5”. Doglioni ha anche assicurato che “non ci sono evidenze di correlazioni tra lavori minerari e i terremoti degli ultimi mesi”, Infine, rispondendo alla domanda sulla possibilità di ‘sanare le faglie’ il presidente dell’Ingv ha detto che “non si possono fermare le placche terrestri e quindi non si possono sanare le faglie, le faglie sono soltanto i luoghi che permettono di liberare l’energia liberata dal sisma”. E ha concluso con un avvertimento: “Ci saranno molte repliche e un periodo di diverse settimane interessato dalle repliche”.