DJ FABO, IL RADICALE CAPPATO INDAGATO PER AIUTO AL SUICIDIO
Il testamento biologico sara’ nell’Aula della Camera dal 13 marzo. Lo ha deciso la conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Intanto il radicale Marco Cappato e’ stato indagato per aiuto al suicidio in relazione alla morte di Dj Fabo e in seguito dell’autodenuncia di ieri davanti ai Carabinieri.
Dopo settimane di rinvii, la proposta di legge sul testamento biologico approda in aula alla Camera. La conferenza dei capigruppo ha deciso che la discussione generale iniziera’ il 13 marzo.
Il pm di Milano Tiziana Siciliano ha iscritto nel registro degli indagati l’esponente radicale Marco Cappato con l’accusa di aiuto al suicidio per la morte, in Svizzera, di dj Fabo. L’iscrizione, che viene definita negli ambienti giudiziari come un “atto dovuto”, é stata formalizzata dopo la trasmissione, avvenuta ieri sera, del verbale dell’autodenuncia sottoscritta dallo stesso Cappatodavanti ai carabinieri di Milano.
L’accusa di aiuto al suicidio, mossa per l’esponebnte radicale Marco Cappato in relazione al decesso, avvenuto in Svizzera, di dj Fabo, fa riferimento a quanto previsto dall’articolo 580 del codice penale laddove prevede la contestazione per “chiunque aiuta o determina altri al suicidio ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione”. Un rischio a cui lo stesso Cappato sapeva di incorrere quando ieri si é autodenunciato descrivendo esattamente cosa aveva fatto nel caso di dj Fabo. Sabato scorso “alle 12 -aveva raccontato l’esponente radicale anche ai giornalisti- su sua richiesta, ho caricato Fabo sulla sua macchina e l’ho accompagnato da casa sua, a Milano, fino alla struttura ‘Dignitas’ in provincia di Zurigo dove é stato trasportato a letto e dove ha ottenuto assistenza medica alla morte volontaria”.
“Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, attendo che arrivi questo avviso di garanzia, sono pronto ad assumermi le mie responsabilità fino in fondo, nella speranza che qualcun altro si assuma le sue responsabilità”. Lo ha affermato Marco Cappato, nel corso di una manifestazione organizzata dall’Associazione ‘Luca Coscioni’ a piazza Montecitorio.
“Il Presidente della Repubblica di allora, Giorgio Napolitano, a Pier Giorgio Welby rispose: l’unico atteggiamento intollerabile, da parte delle Istituzioni e del Parlamento sarebbe il silenzio. Sono passati dieci anni di silenzio in questo palazzo -ha lamentato Cappato – nella incapacità di approvare una legge. Per fortuna la giurisprudenza ha fatto dei grandi passi avanti e quindi oggi il diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti contro la propria volontà non è più discusso da nessuno”. “Ecco perchè una buona legge sul testamento biologico, non contro il testamento biologico, deve fare una cosa semplice: garantire che quel diritto sia accessibile anche per quando non saremo più in grado di intendere e di volere, non se abbiamo la fortuna di trovare il medico giusto che è d’accordo, non se abbiamo i soldi per trovare il medico giusto o per andare all’estero, non se abbiamo i soldi, il tempo e la forza di essere degli eroi di battaglie giudiziarie. Deve essere un diritto per tutti fino all’ultimo capezzale del nostro Paese”.
“Noi vogliamo che il testamento biologico trasferisca quel diritto costituzionale in una legge effettivamente e immediatamente applicabile per tutti. Dopo di che questo Paese, grazie anche un po’ a Fabo, ha dimostrato di essere pronto per molto di più. Questo Paese ha compreso -ha concluso Cappato – che l’eutanasia clandestina, dei suicidi dal balcone, o degli accanimenti e della tortura per anni, può essere battuta solo con delle buone regole che distinguano quello che è un crimine di sopraffazione da quello che è rispetto della libertà e della responsabilità individuale”. “Questo Paese è pronto per la regolamentazione dell’eutanasia, se ci fossero dei parlamentari che vorranno proporlo già in questa legislatura, ho anche l’impressione che le maggioranze pronte ad approvare la legalizzazione dell’eutanasia siano le stesse del testamento biologico. Nessuna pretende che sia la nostra legge, noi chiediamo soltanto delle regole, un’assunzione di responsabilità adesso”.