INTOSSICATI DAL GAS, PULIVANO FORNO INTERRATO DELLA ‘LAMINA’. IPOTESI PM E’ OMICIDIO COLPOSO PLURIMO
La Procura di Milano indaga con l’ipotesi di omicidio colposo plurimo sull’incidente avvenuto alla Lamina, in via Rho, nel quale sono morti tre operai, mentre un quarto resta ricoverato in condizioni gravissime. Come atto dovuto, per il sequestro della fabbrica e per gli accertamenti, verranno iscritti nel registro degli indagati il responsabile legale dell’azienda e probabilmente altre figure, come i responsabili della sicurezza.
Gli operai sono rimasti intossicati da esalazioni tossiche, forse di metano, mentre pulivano un forno interrato a due metri di profondita’ nell’azienda di materiali ferrosi. ‘Terribile l’incidente sul lavoro di Milano. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie’, scrive su Twitter Paolo Gentiloni.
Gravissimo incidente sul lavoro alla Lamina Spa, azienda che produce laminati d’acciaio in uno stabilimento alla prima periferia di Milano, in via Rho 9, zona Rimembranze di Greco. L’allarme è scattato alle 16.50 di ieri pomeriggio. Sei operai che stavano pulendo un forno sotterraneo sono stati investiti in pieno da una fuoriuscita di gas e sono rimasti intossicati. Le condizioni di quattro lavoratori sono apparse subito molto gravi, mentre altri due presentavano solo lievi segni di intossicazione. Un operaio era stato portato in codice rosso all’ospedale di Monza, dove è deceduto. Due in codice rosso al San Raffaele in arresto cardiaco (uno è morto in serata) e un quarto collega è arrivato in codice rosso al Sacco ed è deceduto dopo il ricovero in ospedale. Altri due operai, infine, sono stati ricoverati in codice giallo all’ospedale Santa Rita, sono fuori pericolo e non avranno bisogno neanche della terapia in camera iperbarica.
La Lamina Spa dal 1949 è specializzata nella produzione per laminazione a freddo di nastri di alta precisione in acciaio e titanio. Sin dai primi anni Settanta, pur mantenendo la tradizionale produzione di acciai al carbonio prevalentemente riservata al mercato italiano, ha orientato la produzione al settore più specializzato dei nastri inossidabili incruditi impiegati nella costruzione di molle industriali e esporta una buona parte dei prodotti.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, su Facebook, ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto. “Il mio pensiero va agli operai che hanno perso la vita mentre erano al lavoro e alle loro famiglie – ha fatto sapere – Un abbraccio a chi sta lottando per farcela. Queste sono tragedie che non dovrebbero mai accadere. Dobbiamo continuare a operare affinché le condizioni di lavoro siano le più sicure possibili”. Per il premier Paolo Gentiloni si tratta di “un terribile incidente sul lavoro”. Il presidente del Consiglio ha quindi rivolto un “pensiero commosso” alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Di “tragedia terribile che non dovrebbe mai verificarsi”, parla il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. “Sono vicino alle famiglie delle vittime e spero che i feriti possano presto riprendersi – ha aggiunto -.
La Cgil e la Fiom Nazionale chiedono di fare al più presto piena luce sulla vicenda. “Ci auguriamo – si legge in una nota – che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità, ma è indubbio che la tragicità dell’evento non possa non porre grandi interrogativi sul rispetto delle misure di sicurezza previste per il tipo di lavorazione”. “Un altro gravissimo infortunio sul lavoro ripropone la drammaticità del fenomeno nel nostro Paese, che — sottolineano ancora Cgil e Fiom — in questo ultimo anno ha registrato una pericolosa inversione di tendenza”. Per Confederazione e categoria “il tema della sicurezza deve essere prioritario anche nella contrattazione, nel confronto con le associazioni datoriali e nell’attività istituzionale”. “Come sindacati — concludono — continueremo a sostenere l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, per imporre il pieno rispetto di tutte le norme in materia sui luoghi di lavoro. Non può esistere crescita economica e sociale senza difendere e valorizzare il lavoro”.