Il ministro dell’Economia scrive alla Commissione: deficit 2,4% nel 2019, 2,1% nel 2020. Pil +1,5% quest’anno, +1,6% il prossimo. Continua il braccio di ferro Lega-M5s sulle risorse. Di Maio: 6 anni di galera a chi fa il furbo sul reddito di cittadinanza. Borse deboli, lo spread chiude 280.
Il ministro dell’Economia e delle Finanze (Mef), Giovanni Tria, ha inviato oggi la lettera alla Commissione europea riguardante la modifica del percorso programmatico di finanza pubblica contenuto nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Lo riferisce un comunicato stampa del Mef. Commentando con soddisfazione il risultato dei lavori di questi giorni, il ministro ha dichiarato: “Come sostenuto in diverse occasioni, la manovra di bilancio che questo governo si appresta a varare e’ coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passera’ dal 2.4 per cento del 2019 al 2.1 per cento del 2020 per chiudere all’1.8 per cento del 2021”. Secondo quanto riferisce il comunicato del Mef, l’impatto delle singole misure sull’economia del paese deve essere valutato nel quadro dell’intera manovra. Nella nota si legge che maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti piu’ vulnerabili porteranno nell’insieme ad un aumento della crescita all’1.5 per cento nel 2019 per arrivare all’1.6 e l’1.4 negli anni successivi. Nella nota del Mef si legge che il raggiungimento di questi obiettivi verra’ ottenuto anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilita’ complessiva del sistema. “Ora si apre la fase di confronto con la Commissione europea, che potra’ valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del governo delineata dalla manovra” ha precisato il ministro, aggiungendo: “Come e’ avvenuto all’interno del governo, auspico che il dialogo con la Commissione europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il governo si presenta compatto e fiducioso”.
“Contiamo che una volta che il programma di politica economica del Governo sarà approvato dal Parlamento, si dissolva l’incertezza che ha gravato sul mercato dei titoli di Stato negli ultimi mesi”. E’ quanto si legge nella Nota di aggiornamento al Def che sottolinea: “Con livelli dei rendimenti più allineati ai dati fondamentali, le proiezioni di crescita economica e di finanza pubblica miglioreranno significativamente”. Il pareggio di bilancio ‘strutturale’ previsto in precedenza nel 2020 (+0,1% nel vecchio Def) viene rinviato sine die con la nota di aggiornamento che indica un deficit strutturale dell’1,7% per il triennio 2019-21 “Il pareggio di bilancio in termini strutturali, sara’ raggiunto gradualmente negli anni a seguire”. Il percorso riprendera’ “quando tasso di crescita del Pil reale e disoccupazione saranno tornati ai valori pre-crisi”.
“E’ necessaria una riforma del sistema pensionistico allo scopo di promuovere il rinnovo delle competenze professionali necessarie a supportare il processo di innovazione”. L’attuale regime, prosegue il documento, “pur garantendo nel lungo periodo la stabilita’ finanziaria del sistema previdenziale, nel breve e medio periodo impedisce alle imprese il fisiologico turnover delle risorse umane impiegate. Per consentire al mercato del lavoro di stare al passo con i progressi tecnologici e’ oggi necessario accelerare e non ritardare questo processo e dare spazio alle nuove generazioni interrompendo il paradosso per il quale giovani, anche con elevata istruzione, rimangono fuori dal mondo produttivo mentre le generazioni piu’ anziane non possono uscirne”.
Per favorire il rilancio degli investimenti la nota di aggiornamento al Def indica che il governo procederà all’abolizione del patto di stabilità interno che “limitava la capacità di intervento degli enti locali”. Inoltre è prevista “la riforma del codice degli appalti per rendere più snella e trasparente la gestione degli acquisti e delle forniture della PA”.
In manovra sara avviata la prima fase dell’introduzione della ‘flat tax’, che prevede l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato d’imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. Ci sara’ anche la riduzione della pressione fiscale, proseguira anche per effetto del taglio dell’imposta sugli utili d’impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi.
“Contestualmente all’introduzione di una flat tax generalizzata, saranno valutati gli spazi disponibili per la razionalizzazione delle cosiddette spese fiscali: la molteplicità delle agevolazioni, la difficoltà del loro coordinamento e le possibili sovrapposizioni con i trasferimenti diretti di risorse aventi carattere assistenziale possono impedire una corretta rappresentazione dei flussi redistributivi operati dal settore pubblico. La scelta delle agevolazioni su cui intervenire sarà guidata da un’attenta valutazione, tenendo in considerazione aspetti legati al costo-efficacia delle agevolazioni stesse, ai risultati che hanno prodotto e ai loro impatti redistributivi. “.
“Nel settore universitario sono allo studio misure per agevolare l’accesso alla no tax area al fine di ampliare la platea di studenti beneficiari dell’esenzione”. “E’ prevista, inoltre, la stabilizzazione da parte delle Regioni – si legge ancora – del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio per gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi e la semplificazione delle procedure amministrative necessarie all’erogazione delle borse di studio”.
“Il Governo intende anche varare un decreto-legge su ‘pace fiscale’. L’obiettivo di questo intervento è completare il percorso di chiusura delle posizioni debitorie ancora aperte per consentire che l’attività di riscossione ordinaria riprenda con sempre maggiore efficienza. Lo stesso obiettivo di efficienza sarà perseguito con riguardo al contenzioso, favorendo la chiusura delle liti pendenti”.
“Per quanto attiene al sistema bancario, l’opera di risanamento e di smaltimento dei crediti deteriorati sara’ completata, cosi’ come la riforma delle banche popolari e del credito cooperativo. L’obiettivo ultimo della politica del Governo e’ creare le condizioni affinche’ il sistema creditizio fornisca un forte sostegno alle attivita’ e alla crescita delle piccole e medie imprese e all’aumento dell’occupazione in un contesto di stabilita’ finanziaria”.
“Contiamo che una volta che il programma di politica economica del governo sara’ approvato dal Parlamento, si dissolva l’incertezza che ha gravato sul mercato dei titoli di Stato negli ultimi mesi”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nela premessa della Nota di aggiornamento al Def. “Con livelli dei rendimenti piu’ allineati ai dati fondamentali, le proiezioni di crescita economica e di finanza pubblica miglioreranno significativamente”, ha aggiunto.
Il Governo promuovera’ una progressiva riduzione di autoveicoli diesel e benzina, per contenere le emissioni inquinanti. E’ stato infatti predisposto un ddl che punta a sostituire questi automezzi con attrezzature a trazione elettrica. Si promuovera’ la creazione di una rete di supporto per la loro ricarica e si valutera’ la possibilita’ di introdurre contributi pubblici all’acquisto di veicoli ibridi ed elettrici. Il contributo sara’ commisurato al costo di produzione delle vetture elettriche e tendera’ a scendere nel tempo.
– Per il 2018, i proventi derivanti dalle vendite di immobili pubblici dovrebbero ammontare a 690 milioni, di cui 50 milioni per le vendite di immobili delle Amministrazioni centrali, 400 milioni per le vendite effettuate dalle Amministrazioni locali e 240 milioni per le vendite degli Enti di previdenza. Le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico per gli anni 2019 e 2020 sono stimate, rispettivamente, pari a 730 milioni e 670 milioni. Per i fondi gestiti da Invimit Sgr, societa’ interamente partecipata dal MEF, le Relazioni Semestrali al 30 giugno 2018 evidenziano che gli immobili pubblici apportati a detti fondi hanno un valore pari a circa 1.086 milioni. A fronte di tali apporti sono state emesse quote che verranno successivamente collocate sul mercato. I proventi generati dalla vendita delle quote dei fondi Invimit potranno essere contabilizzati a riduzione dell’indebitamento netto negli anni in cui tali vendite saranno realizzate, contribuendo indirettamente al contenimento del debito pubblico.
Il Governo “intende giocare un ruolo critico ma anche propositivo e propulsivo riguardo all’approfondimento dell’Unione Monetaria e alle politiche dell’Unione Europea, al fine di rafforzare la crescita economica e sociale e il ribilanciamento fra paesi membri in termini di livelli di reddito e di occupazione”. E’ quanto si legge nella premessa della nota di aggiornamento al Def. “All’interno di questo disegno dovra essere garantita anche la tutela dei risparmiatori e la fiducia nel sistema bancario anche con il graduale completamento dell’Unione bancaria e del mercato dei capitali”, sottolinea l’esecutivo. “Gli squilibri macroeconomici dei paesi membri – si legge ancora nella Nadef – devono essere corretti in modo simmetrico, coinvolgendo maggiormente quelli che attualmente presentano elevati surplus di partite correnti e di bilancio. Le distorsioni degli attuali meccanismi di sorveglianza multilaterale e delle regole di bilancio vanno superate, al fine di debellare le pressioni deflazionistiche, ancora oggi evidenti in alcuni paesi membri, e ripristinare un clima di ottimismo circa le prospettive economiche dell’Area euro e piu in generale dell’Europa”.