Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump va al contrattacco dopo la bufera scatenata dalle notizie su presunte informazioni compromettenti su di lui in mano alla Russia. ‘Le agenzie di intelligence non dovrebbero permettere che notizie false siano diffuse al pubblico – afferma in un tweet – Un altro colpo contro di me. Viviamo nella Germania nazista?’. Trump ribadisce poi che ‘la Russia non ha mai cercato di di fare leva su di me. Io non ho niente a che fare con la Russia. Avversari corrotti cercano di screditare la vittoria con notizie false’.
l presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato le agenzie di intelligence americane di esser dietro all’ultima fuga di notizie ai suoi danni. “Non avrebbero mai dovuto consentire che queste notizie false fossero diffuse ai media. E’ un ultimo colpo contro di me” ha scritto su Twitter. “Viviamo forse nella Germania nazista?” si è chiesto. “La Russia non ha mai tentato di usare leve contro di me” ha detto Trump. Il presidente eletto ha ricordato che Mosca ha definito le indiscrezioni “una completa e totale invenzione, assoluto nonsenso”. A farlo stamani è stato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, tirato in ballo in un rapporto di intelligence privato e non verificato come la mente della campagna di hackeraggio e pubblicazione di documenti riservati ai danni del partito democratico Usa per favorire l’elezione di Trump alla Casa Bianca. Stamani alcuni media Usa hanno pubblicato il rapporto, un riassunto del quale sarebbe stato consegnato allo stesso Trump dai capi dello spionaggio venerdì scorso .
Sta assumendo i contorni di una vera e propria guerra tra istituzioni dello Stato lo scontro che oppone da mesi il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, e la comunita’ d’intelligence Usa, appoggiata da importanti istituzioni mediatiche e d’informazione statunitensi. Dopo aver diffuso venerdi’ scorso un documento che proverebbe l’intromissione della Russia nelle elezioni presidenziali Usa dello scorso novembre, fonti dell’intelligence, rilanciate dai maggiori quotidiani Usa, hanno annunciato ieri che sono in corso indagini in merito a un presunto complotto tra il governo russo ed elementi della campagna presidenziale e dell’impero aziendale di Trump, che avrebbero cospirato per garantire la sua elezione e poterlo poi ricattare, una volta insediatosi alla Casa Bianca. Le indagini, di cui lo stesso Trump e’ stato informato nel corso di un briefing d’intelligence, poggiano sul rapporto di un ex agente dei servizi segreti pubblicato integralmente su Internet nella giornata di ieri, ma privo, per stessa ammissione dei servizi d’intelligence, di qualunque prova o riscontro oggettivo. Stando al “Wall Street Journal”, l’intelligence lavora da mesi nel tentativo di sostanziare le accuse, per il momento senza alcun risultato. Stando al rapporto del non meglio identificato “ex funzionario d’intelligence occidentale”, la Russia disporrebbe di informazioni utili a “ricattare” il presidente eletto: un rischio che, per quanto del tutto ipotetico, giustifica secondo l’intelligence la decisione di rendere pubblica la vicenda. Tra le indiscrezioni tratte dal rapporto e divulgate ai media si parla, tra l’altro, di un presunto incontro tra il legale di Trump, Michael Cohen, e funzionari del Cremlino, per discutere “come organizzare pagamenti in contati per gli hacker impegnati alle dipendenze di Mosca contro la campagna elettorale di Hillary Clinton”. Cohen, interpellato dai media, ha negato di aver mai incontrato funzionari russi, ed ha definito “totalmente falsa” qualunque indiscrezione relativa a contatti tra Trump e i suoi collaboratori e la Russia. Stando a una fonte anonima dell’intelligence, l’ex funzionario autore del rapporto avrebbe investigato in merito a Trump sia per conto dei Repubblicani che dei Democratici. Trump si e’ prontamente scagliato contro la comunita’ d’intelligence Usa: in uno dei suoi frequenti tweet ha denunciato quelle che a suo dire sono “notizie assolutamente false. Una totale caccia alle streghe politica!”. La Cia, l’Fbi e la Casa Bianca, invece, non hanno ancora commentato la vicenda. Le indiscrezioni esplosive dell’intelligence Usa, pero’, piombano sul presidente eletto proprio durante il delicato processo di conferma delle nomine della sua amministrazione al Senato, e alimentano le polemiche portate avanti dai Democratici riguardo la legittimita’ delle elezioni dell’8 novembre scorso.