Spiati politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori. La Polizia Postale ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate. Tra i ‘controllati’ anche Renzi 8di cui e’ stata violata la mail ancora nel giugno scorso), Draghi, Monti, l’ex comandante Generale della Gdf Capolupo, l’ex Governatore di Bankitalia Saccomanni. Infettati pure pc riferibili al cardinal Ravasi. Finiti in manette a Roma un ingegnere nucleare e la sorella, Giulio e Francesca Maria Occhionero. I server sono stati sequestrati in Usa dal Fbi, nel database e’ stato trovato un elenco di 18.327 username di cui 1.793 con password e catalogate in 122 categorie. Dagli atti emerge che lo spionaggio non e’ un’iniziativa isolata dei due arrestati, gli inquirenti infatti hanno trovato collegamenti con la cosiddetta P4 e Luigi Bisignani. Giulio Occhionero e’ legato alla massoneria, ed e’ stato maestro venerabile della loggia Paolo Ungari.
Spiati politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori. Lo ha scoperto la Polizia che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. L’indagine della Polizia postale, coordinata dalla procura di Roma, ha portato all’arresto di due persone, un ingegnere nucleare e sua sorella, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina. Contestati procacciamento di notizie sulla sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche.
I portali della Banca d’Italia, della Camera dei deputati e del Senato ma anche il sito dell’ex premier Matteo Renzi e del Partito democratico. E’ quanto avrebbero spiato l’ingegnere nucleare di 45 anni, Giulio Occhionero, e la sorella Francesca Maria, 49 anni, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma, raggiunti da una ordinanza di custodia in carcere firmara dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta del pm Eugenio Albamonte. Per il giudice gli Occhionero “al fine di trarne per se’ o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonche’ a numerose autorita’ politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici”.
Tra gli ‘spiati’ dall’organizzazione di Cyberspionaggio scoperta dalla Polizia postale figurano anche Matteo Renzi, Mario Draghi e il comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo.
Sono l’ingegnere nucleare di 45 anni, Giulio Occhionero, e la sorella Francesca Maria, 49 anni, le due persone finite in carcere per una presunta attivita’ di cyberspionaggio. In base a quanto emerge dall’ordinanza di custodia, emessa dal gip Maria Paola Tomaselli, i due sono accusati di aver spiato anche il sito dell’ex premier Matteo Renzi. L’indagine e’ coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma. Tra i portali oggetto dell’attivita’ dei due anche quello della Banca d’Italia, della Camera e del Senato.
Ci sono anche l’ex presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il senatore Domenico Gramazio tra i titolari di caselle di posta elettronica spiate dai due arrestati nell’ambito dell’operazione “EyePiramid”. Grazie al virus informatico messo a punto i due fratelli Occhionero avevano accesso, anche con password, alle mail di numerosi politici. Nel database oggetto dell’indagine sono stati trovati domini di importanti societa’ private o enti istituzionali come Istruzione.it, Gdf.it, Banca d’Italia.it, Camera.it, Senato, Esteri, Tesoro, Interni, Regione Campania, Regione Lombardia, Cisl e UniBocconi.
Enti istituzionali, Vaticano, studi legali e professionali, societa’ di recupero crediti. E’ lunghissimo “l’elenco delle vittime piu’ significative” dell’organizzazione di Cyberspionaggio scoperta dalla Polizia postale. “Risultano compromessi”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, tra gli altri “i pc in uso a due collaboratori del cardinale Ravasi”, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e del Consiglio di Coordinamento fra Accademie pontificie. Hackerata anche la Casa Bonus pastor, struttura alberghiera di proprieta’ del Vicariato di Roma. Tra gli enti istituzionali, “risulterebbero compromessi” un pc della facolta’ di Lettere della seconda Universita’ di Napoli e un pc in uso a Elena Prezioso, dirigente dell’Ufficio Contenzioso dell’Avvocatura regionale della Regione Lazio. Spiata anche la Cgil Fp di Torino.
Almeno venti gli studi legali nel mirino, “molti dei quali specializzati in diritto amministrativo e commerciale”. Tra gli altri, quello di Maurizio Scelli, avvocato civilista, gia’ parlamentare pdl; compromessi anche diversi pc degli studi Ghia (sedi a Roma e Milano), Bernardi e associati, Cancrini e Partners (Roma), Piselli & Partners (Roma, Cagliari, Mestre, Londra e Bucarest), Massafra, Greco, Cocconi & Cocconi (Roma e Venezia), Silenzi & Partners. Tra le societa’ di costruzioni, figurano Pulcini Group (compromesso anche il pc in uso al titolare, Antonio Pulcini), Edili Bergamelli Spa, Finchamp Group. Nel campo della sanita’, il Gruppo Ini (Istituto neurotraumatologico italiano, presente in varie aree del Paese, con 1.000 posti letto e oltre 1.200 dipendenti), la Mutua Mba (la piu’ grande mutua sanitaria italiana per numero di soci) e Coopsalute (societa’cooperativa per azioni). Nel mirino anche la Reale Mutua Assicurazioni e la Toti Trans srl, scoieta’ di trasporti internazionali della provincia di Frosinone.
La Polizia ha individuato una centrale di cyberspionaggio ai danni di istituzioni e pubbliche amministrazioni, studi professionali, personaggi politici ed imprenditori di rilievo nazionale. Arrestati un ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella di 49, entrambi residenti a Londra ma domiciliati a Roma, molto noti nel mondo dell’alta finanza capitolina. Contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. I due arresti sono stati eseguiti nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta dal Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e coordinata dalla Procura di Roma. Grazie ad una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione di un malware denominato Eyepyramid (dal quale prende anche il nome l’operazione), i due hanno per anni acquisito da numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Polizia Postale, grazie al prezioso ausilio dei colleghi della Cyber Division della Fbi statunitense e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti. L’indagine ha preso le sue mosse dalla segnalazione al Cnaipic dell’invio di una mail, indirizzata ad un amministratore di rilievo di un’infrastruttura critica nazionale, contenente il malware Eyepyramid. Le complesse indagini, protrattesi per diversi mesi, hanno così consentito di individuare una rete botnet molto ben strutturata. Tra gli osservati dall'”Occhio della Piramide” gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla “Bros” (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all’estero. Con la sigla “Pobu” (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale.
L’indagine ha anche permesso di ricostruire un complesso scenario fatto di società a “scatole cinesi” nazionali e straniere, usate come paravento per l’acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all’estero. L’analisi dell’enorme mole di materiale sequestrato oltre oceano, inoltre, permetterà di ricostruire l’intero giro di interessi sedente dietro tale imponente esfiltrazione di dati dai sistemi informatici delle vittime, attraverso un attacco informatico del tipo APT che non ha precedenti in Italia e consentirà l’approfondimento dei rapporti intrattenuti dagli arrestati con soggetti coinvolti in vicende giudiziarie di notevole rilievo.