IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE DOPO IL SUO DISCORSO AL SIMPOSIO DI JACKSON HOLE.
“Come al solito, la Fed non ha fatto NULLA! È incredibile che i membri della banca centrale possano ‘parlare’ senza sapere o chiedere quello che sto facendo, cosa che sarà annunciata a breve. Abbiamo un dollaro molto forte e una Fed molto debole. Lavorerò in ‘modo brillante’ su entrambi i fronti e gli Usa andranno benissimo”. Lo ha scritto su Twitter il presidente statunitense, Donald Trump, dopo il discorso del governatore della Fed, Jerome Powell, al summit di Jackson Hole. “La mia unica domanda – ha aggiunto – è: chi è il nostro nemico più grande, Jay Powel o il presidente cinese Xi?”.
“Come al solito, la Fed non ha fatto nulla!”. Lo scrive su Twitter il presidente Donald Trump dopo il discorso di Jerome Powell al simposio di Jackson Hole. “E’ incredibile come possano ‘parlare’ senza sapere o chiedere che cosa sto facendo, che verrà annunciato a breve”, aggiunge l’inquilino della Casa Bianca, secondo cui “abbiamo un dollaro molto forte e una Fed molto debole”. A riguardo, Trump promette che lavorerà “brillantemente” su entrambi i fronti, chiudendo con una domanda (e con un refuso nel momento in cui cita il presidente della Fed): “Chi è il nostro nemico principale, Jay Powelo il presidente Xi?”.
Dal palco di Jackson Hole Powell aveva risposto così ai ripetuti attacchi di Trump: ‘l’azione della banca centrale e’ limitata dalla guerra commerciale di Donald Trump’. Nessuna svolta, nessuna indicazione sul futuro del tassi Usa, piuttosto c’è stata molta prudenza da parte del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nel suo discorso al simposio di Jackson Hole . Oltre a Trump anche Wall Street ha bocciato l’intervento del numero uno della Riserva federale, che ha pure inserito “la dissoluzione del governo italiano” tra i piu’ recenti fattori di rischio geopolitico assieme agli scontri a Hong Kong e la possibilita’ di una ‘Hard Brexit’. Il Dow Jones e’ arrivato a perdere oltre il 2%.
Powell ha comunque detto che “le prospettive per l’economia statunitensi dall’inizio dell’anno continuano a mantenersi favorevoli”. La sfida “e’ fare tutto cio’ che la politica monetaria puo’ fare per sostenere l’espansione in modo che i benefici di un forte mercato del lavoro si estendano maggiormente a quanti sono rimasti indietro e che l’inflazione si attesti stabilmente attorno al 2%”. Troppo poco per i mercati e per Trump.