Primi no di giudici federali al bando bis di Trump sui migranti. Prima un magistrato delle Hawaii, che giudica il testo discriminatorio sulla base della nazionalita’: danneggerebbe i cittadini in quanto impedirebbe loro di ricevere visite da parenti provenienti dai sei Paesi oggetto del bando. Poi l’ intervento di un giudice del Maryland, che accoglie un ricorso della principale associazione difesa liberta’ civili. Insorge il presidente, che grida all’ ‘abuso senza precedenti’.
Un giudice federale delle Hawaii ha bloccato temporaneamente, su base nazionale, anche il secondo bando sull’immigrazione del presidente Donald Trump, a poche ore dalla sua prevista entrata in vigore. Il testo e’ stato giudicato discriminatorio sulla base della nazionalita’. Immediata reazione di Trump, che ha definito la decisione un ‘abuso senza precedenti’ ed ha annunciato di voler portare l’ordine esecutivo che limita l’ingresso negli Usa da alcuni Paesi a maggioranza musulmana ‘fino alla Corte Suprema: lotteremo e vinceremo’. Intanto una prima famiglia di profughi iracheni ha gia’ fatto il suo ingresso negli Usa.
I giudici americani hanno bocciato anche la seconda versione del bando contro i paesi musulmani di Donald Trump. Questa volta a fermare il decreto, che sarebbe dovuto entrare in vigore in queste ore, è stato Derrick Watson, un giudice federale delle Hawaii, ironia della sorte paese natale di Barack Obama. Una decisione presa perché anche questa versione, che sospende gli ingressi da nazioni prevalentemente musulmane (Libia, Iran, Somalia, Sudan, Siria e Yemen), è stata valutata dal giudice una discriminazione religiosa che viola la Costituzione americana. Le stesse argomentazioni con cui venne affossato in tribunale il primo bando. Da Nashville un Trump infuriato ha annunciato l’intenzione di ricorrere alla Corte suprema. “Questa, secondo l’opinione di molti, è un abuso di potere giudiziario senza precedenti” “Noi combatteremo questa terribile decisione, porteremo il nostro caso fin dove sarà necessario”, ha detto. Intanto la sua amministrazione si prepara a presentare il suo primo budget che punterà sull’aumento dei fondi per la difesa e un taglio radicale di quelli delle altre agenzie federali che si occupano di aiuti internazionali, protezione dell’ambiente e sostegno dell’agricoltura, ricerca scientifica e spaziale.
A seguire la decisione di un secondo giudice, in Maryland. L’accusa mossa resta la stessa: il testo ha carattere “discriminatorio” nei confronti dei musulmani ed e’ quindi incostituzionale.
La cancelliera tedesca Angela Merkel è partita alla volta degli Stati Uniti per il suo primo faccia a faccia con il presidente americano Donald Trump. L’aereo della cancelliera è decollato da Berlino, tre giorni dopo la data originariamente prevista per il viaggio, rinviato all’ultimo per la tempesta di neve in corso negli Stati Uniti. Domani Merkel incontrerà Trump alla Casa Bianca. Alle 13.20 locali è in programma una conferenza stampa.