Trump crea un nuovo ‘fatto alternativo’: un attacco terroristico in Svezia, che provoca un mezzo incidente diplomatico. L’ironia invade i social, ma l’ambasciatore svedese a Washington chiede spiegazioni; il presidente dice poi che si riferiva all’aumento dei casi di violenza. Cresce il malumore tra i repubblicani, con McCain che evoca la dittatura. Juncker e Mogherini incontrano oggi a Bruxelles il vicepresidente americano Pence.
La ‘sicurezza e’ un diritto civile, e ci batteremo per rendere l’America di nuovo sicura’. Donald Trump difende il bando degli arrivi da sette paesi a maggioranza musulmana e lancia il nuovo Muslim Ban: ‘Vogliamo far entrare chi ama il nostro Paese e rispetta i nostri valori’. La misura assicura che non ci siano blocchi per chi e’ in viaggio verso gli Usa quando il decreto entrera’ in vigore e dovrebbe escludere dalla stretta i possessori della carta verde. Il presidente annuncia di voler costruire ‘safe zone’ in Siria per ospitare la popolazione fino a che il caso non sara’ risolto. A pagarle saranno i paesi del Golfo, ‘ai quali i soldi non mancano’. Trump critica l’Obamacare e spiega ‘avrete una sanita’ migliore e piu’ economica’.
Comizio la scorsa notte in Florida per Donald Trump che, in un hangar dell’Aeroporto internazionale di Orlando Melbourne, davanti a circa novemila sostenitori, ha toccato una serie di argomenti in auge nelle ultime settimane nel dibattito interno. Primo fra tutti il contestato ordine esecutivo sull’immigrazione, bloccato dalla giustizia federale: la settimana prossima, ha promesso, sarà pronta la nuova versione. “Non ci arrendiamo, faremo qualcosa questa settimana di cui credo sarete impressionati. Dobbiamo mantenere al sicuro il nostro Paese”, ha affermato, annunciando la firma la prossima settimana del nuovo ordine esecutivo.
Il decreto siglato lo scorso 27 gennaio, bocciato dalla giustizia, bloccava per 90 giorni l’ingresso in Usa per i cittadini di sette Paesi a maggioranza islamica e sospendeva per 120 giorni l’accoglienza dei rifugiati. Nel discorso, durato circa 45 minuti, Trump è poi tornato all’attacco dei media, definendoli “nemici degli Stati Uniti”, parte del “sistema corrotto”. Quindi ha annunciato che nel giro di “un paio di settimane” presenterà “un grande piano sanitario che prenderà il posto del disastroso Obamacare”. Spazio anche al “grande muro sulla frontiera” con il Messico che, ha spiegato, inizierà a essere costruito “molto presto”, così come sarà forte la battaglia per “distruggere i cartelli della droga” che operano negli Stati Uniti. Trump ha quindi promesso di ridare lavoro ai minatori, di siglare “accordi commerciali enormi in tutto il mondo” e, alleggerendo la posizione sulla Nato, si è detto un “sostenitore” dell’Alleanza atlantica, anche se ha criticato il fatto che molti “Paesi ricchi” non stiano pagando le spese.
Nel corso dell’evento, a cui era presente anche la first lady Melania che è intervenuta dal palco, il presidente ha promesso di creare zone di sicurezza in Siria e in altri Paesi del Medioriente per le persone che fuggono dal conflitto, garantendo che a pagare per i progetti saranno i Paesi del Golfo Persico. La costituzione di queste zone di sicurezza, ha sottolineato, eviterà che gli Stati Uniti siano costretti a ricevere “decine di migliaia di persone” di cui “non sappiamo nulla”. Tra le grida di approvazione dei sostenitori, il comizio aveva il sapore e tutti gli ingredienti della campagna elettorale. Ma non è mancata l’improvvisazione, con la salita sul palco di Gene Huber, sostenitore di Trump, in fila per entrare nell’hangar fin dalle prime ore della mattina. E soprattutto le gaffe. Come quando, parlando del rischio terrorismo, il capo di Stato ha fatto riferimento a un presunto attentato in Svezia avvenuto “la scorsa notte”. Affermazione che ha scatenato immediatamente l’ironia del web e dei social network dove è nato l’hashtag #LastNightInSweden. “Svezia? Attacco terroristico? Cosa si è fumato?”, ha commentato l’ex primo ministro svedese Carl Bildt. Poco prima di arrivare a Orlando, a bordo dell’Air Force One, Trump aveva rivelato ai giornalisti del pool presidenziale che oggi incontrerà quattro possibili candidati all’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale, dopo le dimissioni di Michael Flynn. “Prenderò una decisione nei prossimi due giorni”, ha spiegato. I nomi dei quattro erano stati anticipati alcune ore prima da Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca. E si tratta del generale e stratega militare H.R. McMaster, dell’ex ambasciatore Usa alle Nazioni unite John Bolton, dal consigliere di sicurezza nazionale facente funzione Keith Kellogg e del vice generale Robert Caslen. Trump si trova nel resort di Mar-a-Lago, a Palm Beach, per il terzo weekend consecutivo. Il complesso si affaccia sulla spiaggia e lui stesso lo ha ribattezzato ‘la Casa Bianca d’inverno’.