Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un “blocco navale totale e completo” contro tutte le petroliere soggette a sanzioni in entrata e in uscita dal Venezuela. L’annuncio, affidato ai social network, segna una drastica escalation nella strategia di pressione di Washington contro il governo di Nicolás Maduro, definito da Trump un “regime illegittimo” e un'”organizzazione terroristica internazionale”.
Secondo il Presidente USA, il Venezuela sarebbe attualmente circondato dalla “più grande armata mai assemblata nella storia del Sud America”, una flotta destinata a ingrandirsi ulteriormente per infliggere allo Stato sudamericano uno “shock senza precedenti”.
Trump ha giustificato l’operazione militare sostenendo che l’amministrazione Maduro utilizzi i proventi petroliferi per finanziare “narcoterrorismo, tratta di esseri umani, omicidi e rapimenti”. La missione dichiarata da Washington è recuperare “tutto il petrolio, i territori e gli altri beni” che, secondo il tycoon, sarebbero stati sottratti agli Stati Uniti.
Il clima di tensione è alimentato da fatti recenti:
- Sequestri in mare: La scorsa settimana le forze statunitensi hanno intercettato nel Mar dei Caraibi la petroliera Skipper, diretta a Cuba con un carico di greggio del valore stimato tra i 50 e i 100 milioni di dollari.
- Attacchi militari: Dall’inizio di settembre, Trump ha ordinato attacchi contro almeno 26 imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico, operazioni che avrebbero causato circa 95 vittime. Sebbene Washington giustifichi tali azioni come lotta al narcotraffico, molti esperti ne mettono in dubbio la legalità internazionale.
Il governo di Nicolás Maduro ha reagito duramente, definendo l’annuncio di Trump una “grottesca minaccia” e un tentativo “irrazionale” di imporre un blocco navale militare per “rubare risorse che appartengono al popolo venezuelano”. Maduro nega ogni legame con il narcotraffico, accusando a sua volta Washington di voler inscenare un colpo di stato per impossessarsi delle riserve energetiche del Paese.
Mentre la Casa Bianca riconosce che il sequestro di carichi petroliferi solleva complessi nodi legali, i Segretari di Stato e della Difesa hanno difeso la linea dura davanti al Congresso, giustificando l’uso della forza come necessario per colpire le reti di finanziamento di organizzazioni come Hezbollah e le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, ritenute collegate al traffico di greggio venezuelano.