Un attacco frontale, durissimo e senza precedenti. Donald Trump ha usato il palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per lanciare una pesante accusa contro l’Europa e l’ONU, sostenendo che stiano “incoraggiando e finanziando l’invasione” di immigrati illegali e definendo le politiche sul clima “la più grande truffa mai perpetrata”.
Nel suo discorso, durato quasi un’ora, l’ex presidente degli Stati Uniti ha tuonato contro la “questione politica numero uno”, ovvero le migrazioni incontrollate, avvertendo i leader mondiali che, se non interverranno, i loro Paesi “andranno all’inferno”. Trump ha rincarato la dose, definendo l’immigrazione e le politiche energetiche “suicide” la “morte dell’Europa occidentale”.
Il monologo di Trump non è stato solo un attacco, ma anche un’autocelebrazione. L’ex presidente ha affermato di aver fermato “sette guerre in sette mesi”, prendendosi il merito di aver risolto conflitti che hanno coinvolto Israele, Iran, Cambogia, Thailandia, Armenia e Azerbaigian. Ha poi attaccato l’ONU per la sua inefficacia, sostenendo che l’organizzazione non abbia “nemmeno provato ad aiutare” in nessuno di questi casi.
“Non ho mai avuto una chiamata dall’ONU e nessuno mi ha ringraziato”, ha affermato Trump, presentandosi come l’unico leader in grado di risolvere i problemi del mondo. Le sue parole sono state accolte con un’ovazione dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha plaudito alle posizioni di Trump su migranti e Green Deal.
Sul fronte internazionale, Trump si è rivolto all’Ucraina, esortando i Paesi europei a “smettere immediatamente di acquistare petrolio russo”. Ha anche preso di mira l’attuale presidente americano Joe Biden, accusandolo della decisione della Russia di invadere il Paese. Ha poi minacciato nuovi dazi contro la Russia se non accetterà un cessate il fuoco, a patto che l’Europa interrompa ogni acquisto di gas e petrolio russi.
La questione palestinese ha invece mostrato la sua totale inflessibilità. Trump ha ribadito che non riconoscerà uno Stato palestinese, a differenza di alcuni alleati come il Regno Unito e la Francia, definendo il riconoscimento “una ricompensa per Hamas”. Non ha inoltre fatto menzione delle operazioni israeliane a Gaza, limitandosi a chiedere il rilascio degli ostaggi.
Il suo discorso ha toccato anche il presidente brasiliano Inácio Lula da Silva, a cui ha lanciato una minaccia non velata: “Il Brasile sta facendo molto male… e fallirà come è successo ad altri Paesi”. Un avvertimento che arriva dopo che Lula aveva criticato gli attacchi di Trump alla giustizia brasiliana.
Il discorso di Trump all’ONU segna una svolta nei toni e nei contenuti rispetto al passato. Non si è limitato a criticare l’organizzazione, ma ha espresso una chiara visione del mondo, basata sull’idea che gli Stati Uniti debbano agire da soli per risolvere i problemi globali, mettendo in discussione il ruolo e la missione delle Nazioni Unite.
A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha avuto un incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, descritto come “un’ottima discussione”. L’incontro si è concentrato su diverse questioni chiave, con particolare enfasi sulla guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e le sfide alla sicurezza europea.
Secondo quanto riportato da von der Leyen su X, i due leader hanno concordato sulla necessità di “tagliare rapidamente le entrate della Russia dai combustibili fossili”. La presidente ha sottolineato che l’Europa sta già agendo in tal senso con il suo diciannovesimo pacchetto di sanzioni, che include il divieto di importazione di gas naturale liquefatto (GNL) russo. L’obiettivo dichiarato è che l’Europa “avrà voltato pagina definitivamente sui combustibili fossili russi” entro il 2027.
Il colloquio ha toccato anche la delicata questione dei bambini ucraini scomparsi. Von der Leyen ha ringraziato Trump per il suo impegno e ha annunciato che Europa e Stati Uniti lavoreranno insieme per riportarli a casa.
Un altro punto all’ordine del giorno sono state le “provocazioni del Cremlino”, come le incursioni nello spazio aereo europeo. In risposta a queste minacce, von der Leyen ha affermato che l’Europa sta intensificando i suoi sforzi per rafforzare la propria difesa, agendo come uno “scudo sia per l’Europa che per la Nato”.
Infine, i due leader hanno discusso la situazione in Medio Oriente, concordando sulla necessità di porre fine alle sofferenze dei civili. La presidente ha ribadito il fermo sostegno dell’Europa alla soluzione dei due Stati.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Abbiamo avuto una giornata interessante e produttiva”, ha detto, definendo Zelensky “un uomo coraggioso”.