DONALD VUOLE FERMARE MUELLER, RIMPASTO NELLA SQUADRA LEGALE
Terremoto alla Casa Bianca. Sotto assedio per il Russiagate, Donald Trump cambia tutto nei rapporti con i media: nomina il finanziere Anthony Scaramucci direttore della comunicazione e scarica il portavoce Sean Spicer che e’ costretto a dimettersi. Secondo il Washington Post, il presidente ha chiesto ai suoi avvocati di studiare come limitare o minare l’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate. Inoltre, gli avvocati starebbero esaminando i termini della facolta’ per il presidente di concedere a se stesso un’amnistia.
Il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha annunciato oggi le proprie dimissioni dalla carica dopo sei mesi particolarmente difficili. Lo riferiscono i media americani, alcuni dei quali attribuiscono al disaccordo con il presidenteTrump sulla nomina di Anthony Scaramucci a capo dello staff della comunicazione della Casa Bianca la ragione delle dimissioni. Sempre secondo i media Usa, Donald Trump avrebbe chiesto a Spicer di restare, ma quest’ultimo avrebbe ritenuto la nomina Scaramucci un errore troppo grave. Scaramucci va a sostituire Michael Dubke, fuoriuscito a maggio. Spicer, 45 anni, e’ un vecchio stratega del Partito repubblicano, del quale e’ stato anche portavoce. Dall’ingresso in carica come portavoce della Casa Bianca, Spicer si e’ spesso dimostrato poco preparato o approssimativo nelle dichiarazioni, costringendo di frequente l’amministrazione a correggerne le dichiarazioni.
Il dimissionario portavoce della Casa Bianca Sean Spicer ha detto alla Cnn di aver deciso di lasciare il ruolo “per dare alla squadra un nuovo inizio”. Spicer ha quindi sottolineato che il presidente “Trump ha messo bene in chiaro di volere nuove persone”.
Irakly Kaveladze, l’ottava persona presente all’ormai famoso incontro a New York tra il figlio del presidente statunitense, Donald Trump Jr., e un’avvocata russa da cui si aspettava notizie compromettenti su Hillary Clinton, lavorava con un banchiere legato al Kgb, l’intelligence sovietica. Lo scrive il Guardian. Kaveladze, un manager di 52 anni con legami con Trump, creò nel 2000 centinaia di società di facciata usate, era il sospetto degli investigatori statunitensi, per riciclare 1,4 miliardi di dollari attraverso le banche statunitensi. Secondo le autorità statunitensi, il partner di Kaveladze in quella operazione fu Boris Goldstein, un banchiere nato in Unione Sovietica con legami con il Kgb, che attirò le attenzioni degli investigatori dopo il suo trasferimento in California all’inizio degli anni ’90. Kaveladze ha partecipato all’incontro del 9 giugno 2016, in piena campagna elettorale, insieme all’avvocata Natalia Veselnitskaya, che avrebbe avuto tra i suoi clienti anche degli agenti dell’Fsb, ovvero l’erede del Kgb. All’incontro c’era anche Rinat Akhmetshin, cittadino russo e statunitense, che sarebbe un ex agente del controspionaggio sovietico. Con Trump Jr., c’erano il genero dell’attuale presidente, Jared Kushner, e Paul Manafort, allora manager della campagna elettorale. A completare il ‘tavolo’, il produttore musicale Rob Goldstone, che aveva promesso le notizie su Clinton a Trump Jr., e Anatoli Samochornov, il traduttore.