BERLINO CRITICA. PECHINO: ‘MODERAZIONE’
‘Quando un Paese (gli Usa) perde molti miliardi di dollari nel commercio con praticamente ogni Paese con cui fa affari, le guerre commerciali sono giuste e facili da vincere’. Lo scrive il presidente Donald Trump su Twitter difendendo la sua proposta sui dazi su acciaio e alluminio. La mossa pero’ preoccupa Mosca e suscita le critiche della Germania secondo cui ‘questa misura unilaterale non e’ la soluzione del problema’. Da parte sua, la Cina chiede ‘moderazione’ e nel protezionismo e sostiene che ‘il commercio globale sarebbe danneggiato se i Paesi seguissero l’esempio degli Stati Uniti’.
Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, ha detto che i dazi che vuole introdurre il presidente Donald Trumpsulle importazioni di alluminio e acciaio avranno un impatto “ampio” ma “irrilevante” sui prezzi. Il ministro ha parlato questa mattina alla Cnbc. Il dipartimento del Commercio, lo scorso mese, ha raccomandato di imporre pesanti dazi sui produttori stranieri in nome della sicurezza nazionale.
Venti di guerra commerciale, nervosismo e mercati in rosso. Il mondo e’ sull’orlo di una nuova crisi, dopo che ieri il presidente americano Donald Trump, ha annunciato di voler adottare, la settimana prossima, nuovi dazi di lungo periodo del 25% contro l’import di acciaio e del 10% contro quello dei alluminio. I principali partner commerciali di Washington, l’Unione europea, il Canada, l’Australia, il Messico, hanno reagito con veemenza, minacciando ritorsioni. Il rischio di una guerra commerciale ha indebolito il dollaro e ha fatto tracollare le Borse: il Dow Jones che ieri ha ceduto il 2,3%, Tokyo oggi e’ in calo del 2,5% e i listini europei arretrano fino al 2%. Bruxelles ha fatto sapere che gia’ mercoledi’ il Collegio dei commissari Ue discutera’ di possibili contromisure ai dazi Usa. “Reagiremo con decisione e in modo proporzionato”, ha detto il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Sul ‘Financial Times’ il commissario Ue al Commercio, Cecilia Malmstrom, precisa che si pensa di rispondere alla stretta tariffaria di Washington con “dazi di salvaguardia”, misure previste dal Wto per limitare temporaneamente le importazioni di certi prodotti, e che si stanno anche valutando azioni bilaterali di ritorsione nei confronti delle merci Usa. La Germania, uno dei grandi esportatori di acciaio negli Usa, ha chiesto all’Ue di rispondere a Trump “con determinazione”. Il Canada, uno dei Paesi che rischia di subire i danni piu’ alti, essendo un grande esportatore negli Usa di entrambi i metalli, e’ pronto a ritorsioni. La Cina, vero bersaglio della stretta protezionista Usa, ha usato prudenza, invitando Washington alla “moderazione nell’uso degli strumenti di difesa commerciale”. Il Cremlino si e’ detto “preoccupato” e ha fatto sapere che “analizzera’ con attenzione” le sue relazioni commerciali con Washington. Alla Casa Bianca molti cercano di contenere Trump, a partire dal suo consigliere economico, Gary Cohn. Anche il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, si schiera tra le ‘colombe’, e cosi’ il neo presidente della Fed, Jerome Powell, che ieri riferendo al Congresso ha rivendicato i vantaggi del libero scambio. Il governatore della sede della Fed di New York, William Dudley, ha dichiarato che “il protezionismo non e’ una risposta”. A Bruxelles sono in molti a sperare che le divisioni interne alla Casa Bianca inducano Trump a cambiare idea. Ma per ora non sembra che il presidente voglia calmare le acque. Anzi, getta benzina sul fuoco e twitta: “Quando un paese (Usa) sta perdendo molti miliardi di dollari negli scambi commerciali con praticamente tutti i Paesi con cui fa affari, le guerre commerciali sono buone e facili da vincere”. “Per esempio – aggiunge – se siamo sotto di 100 miliardi di dollari con un certo Paese e loro si prendono gioco di noi, basta non commerciare piu’ e vinceremo alla grande. E’ facile!”.