DISPOSTA GREEN ZONE, LUNEDI’ PROTESTA RETE KURDISTAN
È arrivato ieri sera a Roma il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in visita ufficiale in Italia per 24 ore. Innalzate le misure di sicurezza nella Capitale, con una green zone nella quale saranno vietate le manifestazioni. La rete Kurdistan scendera’ in piazza a Castel Sant’Angelo, appena fuori dai confini dell’area blindata.
Tutto pronto a Roma per accogliere il presidente turco Erdogan che oggi incontrera’ il Papa, il capo dello Stato e il presidente del Consiglio. La capitale sara’ blindata e militarizzata con 3500 agenti impiegati per garantire la massima sicurezza ed evitare ogni manifestazione di dissenso. Tra le misure decise nei giorni scorsi dal questore di Roma Guido Marino c’e’ quella di aver predisposto un’ampia area, denominata ‘greenzone’ dove saranno vietate manifestazioni pubbliche. Il questore ha richiesto “massimo rigore” ed “allerta operativa” ad ogni singolo dirigente ed operatore di polizia. Il corteo presidenziale viaggera’ su corridoi pre-individuati, ciascuno dei quali avra’ varie alternative, in largo anticipo bonificati e sorvegliati dalle forze dell’ordine anche attraverso i sistemi di video sorveglianza cittadina o appositamente dedicati alla Polizia Scientifica. Il blitz italiano del presidente turco non piace alla Rete Kurdistan che ha promosso una campagna il cui hashtag e’ ErdoganNotWelcome. “Invitiamo la Roma democratica – si legge in un appello – a partecipare al sit in e ricordare con scritte e striscioni, dovunque sembri opportuno, che Erdogan non e’ il benvenuto”: l’appuntamento di oggi 5 febbraio dalle 11 alle 14 ai Giardini di Castel Sant’Angelo (lato via Triboniano) resta confermato ma il piano messo a punto dalla questura prevede misure di sicurezza estremamente severe e un’estesa “green zone” in cui le manifestazioni pubbliche – domenica e, appunto, lunedi’ – saranno rigorosamente off limits.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan conferma che il riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale di Israele sara’ il tema dominante dei colloqui domani con Papa Francesco e, alla vigilia dello storico incontro in Vaticano, ringrazia il Pontefice per i suoi sforzi per proteggere lo ‘status quo’ nella Citta’ santa. “Dopo la dichiarazione di Trump, contraria alla legge internazionale, ci siamo parlati. Voglio ringraziarlo per quella nostra telefonata su Gerusalemme, in seguito alla quale Papa Francesco non ha perso tempo e ha diffuso a tutto il mondo cristiano un giusto messaggio”, ha detto ErdogaN in una lunga intervista a La Stampa. “Gerusalemme – aggiunge- non e’ una questione solo dei musulmani. Entrambi siamo per la difesa dello status quo e abbiamo la volonta’ di tutelarlo. Nessuna nazione ha il diritto di adottare passi unilaterali e ignorare la legge internazionale su una questione che interessa miliardi di persone. Per questo l’Assemblea Generale dell’Onu il 21 dicembre 2017 ha definito illegale la decisione Usa. Sono felice che anche l’Italia l’abbia votata. Come si e’ visto, a fianco della grandissima America c’erano solo Israele e cinque o sei piccoli Paesi”. Secondo Erdogam, “lo status della citta’ deve essere preservato, sulla base delle risoluzioni Onu, assicurando a musulmani, cristiani ed ebrei di vivere in pace, fianco a fianco. La comunita’ internazionale deve assumersi la responsabilita’ di assicurare la pace a Gerusalemme”. “Mantenere lo status, assicurare i luoghi santi di tutte e tre le religioni e riconoscere i diritti del popolo palestinese e’ di assoluta importanza. E’ fondamentale -conclude- che il Papa, come anche le diverse comunita’ cristiane a Gerusalemme, mandino messaggi in tal senso”.