LASCIA DISEGUAGLIANZE NON LE DIMINUISCE,NE’ FA OCCUPAZIONE DI QUALITA’. MANCA FIDUCIA
“Le dinamiche della crescita in atto non diminuiscono le diseguaglianze, ne’ producono nuova occupazione, soprattutto di qualita’”. Cosi’ la leader della Cgil, Camusso, commenta il rapporto di Fondazione Di Vittorio e Istituto Tecne’, secondo cui sale il pil ma crescono le diseguaglianze e cala la fiducia, e la qualita’ dello sviluppo resta ferma a livelli 2016. “Continua a crescere la concentrazione della ricchezza e peggiora la percezione di una parte importante del mondo del lavoro e delle famiglie sul loro futuro. Colpisce la mancanza di fiducia”, dice Camusso.
“Le dinamiche della crescita in atto non diminuiscono le diseguaglianze né producono nuova occupazione, soprattutto di qualità. Dalla ricerca, infatti, si evince che continua a crescere la concentrazione della ricchezza e, contemporaneamente, peggiora la percezione di una parte importante del mondo del lavoro e delle famiglie italiane sul loro futuro”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta il 3° Rapporto sulla qualità dello sviluppo, realizzato dalla Fondazione Di Vittorio e dall’Istituto Tecnè. “Un fenomeno – sottolinea il leader della Cgil – che si tende a nascondere. Le diseguaglianze sono state una delle cause della crisi e il loro permanere nella fase più alta di crescita del PIL degli ultimi tre anni spiega il diffuso pessimismo e malcontento tra le persone e le forme di risentimento sociale di cui si alimentano i populismi”.
“I dati generali – aggiunge Camusso – migliorano o sono stazionari, ma è proprio la mancanza di fiducia nella prospettiva economica, sia del Paese che delle famiglie, che colpisce. Pochi stanno meglio, molti continuano a stare male. Al massimo, la loro condizione smette di peggiorare”. “E’ evidente – conclude il segretario generale della Cgil – che la qualità della ripresa non è all’altezza delle necessità; troppo forte il suo carattere congiunturale e non strutturale, così come troppo elevata resta la differenza tra il nord e il sud del Paese. Per questo le proposte del sindacato insistono su investimenti produttivi, a partire dalle nuove tecnologie digitali, sul governo dell’innovazione e sulla qualità dell’occupazione”.