Mentre il presidente Zelensky annuncia una svolta nelle indagini sulla morte di Andriy Parubiy, la guerra continua a mietere vittime a Zaporizhzhia. Intanto, Putin in Cina ignora le richieste di tregua, cercando di rafforzare i legami con l’Est e discutendo con Xi del vertice in Alaska con Trump.
Una persona è stata arrestata con l’accusa di omicidio in relazione alla morte dell’ex presidente del parlamento ucraino, Andriy Parubiy, avvenuta a Leopoli. Lo ha reso noto il presidente Volodymyr Zelensky, mentre due persone sono morte in un attacco russo sulla regione di Zaporizhzhia.
In un momento di rinnovato dolore, Zelensky ha ribadito che l’Ucraina è pronta per i negoziati di pace, ma la Russia sta investendo solo “in un’ulteriore guerra”. A suo dire, “l’unica che vuole la guerra è la Russia”, mentre la comunità internazionale, compresi il Papa e i Paesi del G20, auspica un cessate il fuoco.
Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin si trova in Cina per il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), dove ha ribadito che la crisi ucraina non è stata causata da un “attacco”, ma da un “colpo di stato” in Ucraina, supportato dall’Occidente. Ha aggiunto che i tentativi della NATO di coinvolgere Kiev rappresentano una “minaccia diretta alla sicurezza della Russia”.
A Tianjin, Putin ha avuto un “lunghissimo” colloquio con l’omologo cinese Xi Jinping, informandolo anche sui risultati del recente vertice in Alaska con Donald Trump. I due leader hanno ostentato una profonda sintonia, in netto contrasto con il rigido protocollo cinese. Anche il primo ministro indiano Narendra Modi ha commentato positivamente il suo incontro con Putin, definendolo “sempre un piacere”.
In questo contesto di forti tensioni, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito Putin un “predatore” che può essere fermato solo con una “forte deterrenza militare”. Durante una visita a una fabbrica di munizioni in Bulgaria, ha sottolineato che l’Europa deve “mantenere un senso di urgenza” e che l’UE stanzierà 150 miliardi di euro per l’industria della difesa. Oggi, Von der Leyen proseguirà il suo tour in Lituania e Romania per ribadire il sostegno ai paesi dell’est Europa che si trovano in prima linea contro l’aggressione russa.