Il premier francese Bayrou lancia l’accusa, ma Palazzo Chigi reagisce con “stupore” e ribalta l’accusa. La Lega bolla il commento come un segno di “nervosismo” e rilancia la polemica.
Si riaccendono le tensioni tra Italia e Francia. Il primo ministro francese François Bayrou ha accusato l’Italia di “dumping fiscale”, scatenando una dura reazione da parte di Palazzo Chigi. La risposta di Roma, che ha definito le affermazioni “totalmente infondate”, segna l’ennesimo scontro diplomatico dopo le recenti polemiche che hanno coinvolto il vicepremier Matteo Salvini e il presidente Emmanuel Macron.
L’affondo di Bayrou è arrivato durante un’intervista televisiva in cui il premier, alla guida di un governo in piena crisi politica, ha paventato il rischio di una fuga di capitali dalla Francia. “Ormai c’è una specie di nomadismo fiscale”, ha detto Bayrou, indicando l’Italia come esempio di nazione che sta attuando una politica di “dumping fiscale”, facendo riferimento ai vantaggi fiscali per chi trasferisce la residenza o rimpatria.
La replica di Palazzo Chigi è stata immediata e ferma. In una nota, l’esecutivo italiano si è detto “stupito” dalle parole di Bayrou, ribaltando l’accusa: l’economia italiana, si legge, è stata “da molti anni penalizzata dai cosiddetti ‘paradisi fiscali europei’, che sottraggono alle nostre casse pubbliche ingenti risorse”.
La linea del governo Meloni è chiara: l’Italia non solo non applica politiche di favore ingiustificato, ma ha addirittura inasprito il regime fiscale forfettario per i nuovi residenti. Il comunicato esorta la Francia a unire gli sforzi a livello europeo contro i Paesi che praticano un sistematico dumping fiscale.
Anche la Lega è intervenuta duramente, definendo l’attacco “grave e inaccettabile” e un segno del “nervosismo” di un governo francese in crisi. “Lasciamo a loro nervosismo e polemiche, noi preferiamo lavorare”, ha dichiarato il partito di Salvini, in un chiaro segnale di continuità con le posizioni critiche verso l’esecutivo francese.