MOSCOVICI, ZERO SFORZI STRUTTURALI. MEF, CONTI IN LINEA
Dopo ‘l’accelerazione’ del 2017, l’economia italiana ‘continuera’ a crescere dell’1,5% quest’anno, ma nel 2019 la crescita del Pil verra’ moderata all’1,2%. Lo scrive la Commissione Ue nelle stime di primavera, evidenziando che ‘il rapporto debito/Pil scendera’ al 130,7% nel 2018 e 129,7% nel 2019′; il deficit si ridurra’ all’1,7% nel 2018 e nel 2019 e l’occupazione crescera’ anche grazie agli sgravi sulle assunzioni. L’Italia resta pero’ fanalino di coda in Europa per la crescita e il commissario Moscovici ammonisce: ‘Gli sforzi strutturali per il 2018 sono pari a zero’. Controbatte il Mef: i conti sono in linea, e saranno apprezzati a primavera 2019.
La crescita c’e’, malgrado il rallentamento previsto per l’anno prossimo. Il deficit e il debito sono in calo e la disoccupazione in frenata. Ma lo stallo politico dell’Italia, a due mesi dalle elezioni del 4 marzo, rischia di vanificare gli sforzi fatti, innervosire i mercati e gettare ombre sui prossimi mesi. Le previsioni economiche di primavera della Commissione europea confermano la tenuta dei principali indicatori dell’economia italiana, ma l’avvertimento di Bruxelles, che in queste settimane ha tenuto un profilo basso sulla situazione italiana, e’ chiaro: L’incertezza politica “e’ diventata piu’ pronunciata” e questo “potrebbe rendere i mercati piu’ volatili e mettere a rischio il sentimento economico”. Quanto alla eventualita’ di una manovra sui conti, la Ue ricorda che l’Italia e’ nel gruppo di Paesi della zona euro che, a causa dell’elevato livello di debito e di deficit strutturali considerevoli, hanno “necessita’ di aggiustamenti” dei conti pubblici nel 2018. L’eventuale richiesta di correzione per l’anno in corso potrebbe arrivare allo 0,3% del Pil (4,8 miliardi circa), dopo che l’anno scorso la Commissione aveva chiesto al governo un miglioramento minimo del saldo netto strutturale proprio dello 0,3% del Pil nel 2018. Dal documento diffuso oggi risulta che il saldo netto strutturale rimarra’ sostanzialmente “invariato”. La conferma arriva dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici: la Commissione europea ritiene che gli “sforzi strutturali sul deficit” dell’Italia per il 2018 siano “pari a zero”, dice il commissario francese rinviando la discussione su eventuali misure al prossimo 23 maggio, quando Bruxelles diffondera’ le sue raccomandazioni ai Paesi di Eurolandia. Il timore di Bruxelles e’ che la partita interna per la formazione di un nuovo governo prenda ancora molto tempo e, ancora di piu’, che la paralisi possa portare a nuove elezioni in autunno con un’altra campagna elettorale di mesi. “Non voglio dare una mia personale valutazione dei rischi politici – continua Moscovici – posso solo constatare che ci sono state delle elezioni e che e’ in corso un processo di formazione del governo. Ci vuole una certa prudenza ma anche speranza. L’Italia e’ un Paese al centro della zona euro, e’ un Paese essenziale e spero che continui a rispettare le regole della zona euro, visto che sono le regole che abbiamo concordato tutti insieme”.
Nel complesso comunque, al netto delle turbolenze politiche, l’Italia passa l’esame di primavera della Commissione senza grosse scosse: Bruxelles sottolinea che, dopo l’accelerazione nel 2017, l’economia italiana dovrebbe continuare a crescere allo stesso ritmo dell’1,5% quest’anno, ampiamente supportato dalla domanda interna. Secondo Bruxelles, la crescita del Pil si ridurra’ invece all’1,2% nel 2019 con “i venti di coda e la chiusura dell’output gap”. Migliora i rapporto deficit/Pil che, a politiche invariate, scendera’ all’1,7% sia nel 2018 che nel 2019 sostenuto dalla crescita e da diverse misure contenute nel bilancio 2018. Bene anche il rapporto tra il debito e il Pil, che dopo aver raggiunto il picco nel 2017 al 131,8%, anche a causa del sostegno pubblico al settore bancario, dovrebbe calare progressivamente al 130,7% nel 2018 e a 129,7% nel 2019, principalmente come risultato di una crescita del Pil nominale piu’ forte. Buone notizie arrivano anche dal fronte occupazione: la Commissione rileva che le “tendenze positive del mercato del lavoro iniziate nel 2015” in Italia continueranno anche quest’anno e l’anno prossimo e l’occupazione “crescera’ ampiamente in linea con l’attivita’ economica” ma anche anche grazie alle misure decise dai governi per i nuovi assunti. Il tasso di disoccupazione per l’Italia e’ previsto al 10,8% nel 2018 e in diminuzione al 10,6% nel 2019. “E’ opinione del Ministero dell’Economia e delle Finanze che la contabilita’ definitiva del 2018, che potra’ essere apprezzata soltanto nella primavera 2019, mostrera’ un andamento in linea con le regole europee”, e’ il commento del Mef, che contesta in parte la versione di Moscovici e sottolinea che non e’ esatto dire, cosi’ come stima la Commissione, che il deficit strutturale rimarra’ invariato tra il 2017 e il 2018: il Governo ha stimato una riduzione di un decimo di punto percentuale nel 2018, a partire da un saldo 2017 migliore delle stime precedenti”, e’ il messaggio di via XX settembre. Nel complesso, secondo la Commissione, l’economia europea sta decisamente prendendo respiro: la zona euro e l’Unione Europea a 28 dovrebbero crescere del 2,3% nel 2018, prima di rallentare al 2% nel 2019. Con il 2,4% i tassi di crescita nel 2017 hanno superato le attese, raggiungendo il livello piu’ alto in 10 anni. Entro quest’anno infine, tutti gli Stati membri della zona euro dovrebbero passare sotto la barra del 3% di deficit prevista dal Patto di Stabilita’ e crescita.