Hillary Clinton, a meno di un mese dal voto, e’ avanti di 9 punti su Donald Trump in Ohio, stato chiave per eccellenza nelle elezioni presidenziali degli ultimi decenni. E’ quanto emerge da un sondaggio di uno degli atenei piu’ prestigiosi dello Stato del Midwest, la Baldwin Wallace University di Berea, secondo cui la candidata democratica, dopo la vicenda del video scandalo e il secondo duello tv, riscuote il 43% delle preferenze contro il 34% del rivale. Trump reagisce gridando al ‘rischio voto truccato’: ‘Vogliono rubarci le elezioni’, dice. Mentre la Russia attacca l’Onu per le critiche al tycoon dell’Alto commissario ai diritti umaniZeid Ra’ad al Hussein.
Il candidato democratico alle presidenziali dell’8 novembre, Hillary Clinton, avrebbe staccato di ben 9 punti il rivale repubblicano Donald Trump in Ohio, uno degli stati chiave perche’ da sempre in bilico (swing state) e perche’ assegna 18 grandi elettori sui 270 necessari per conquistare la Casa Bianca. Negli Usa il presidente non e’ eletto direttamente dai cittadini ma dai cosiddetti ‘grandi elettori’ ed ognuno dei 50 stati dell’Unione ne esprime un certo numero in base alla popolazione. Si va dai 55 della California, il piu’ popoloso, ai soli 3 della sterminata quanto disabitata Alaska. La rilevazione e’ stata effettuata dal Baldwin Wallace Community Research Institute di Berea proprio in Ohio. Clinton e’ data al 48% mentre il rivale e’ fermo al 38%. Il sondaggio e’ stato effettuato dopo la diffusione, ad opera del Washington Post, del video del 2005 in cui Trump, allora un semplice imprenditore, si lasciava andare a commenti offensivi contro le donne e dopo il secondo duello tv, nuovamente perso da Trump.
Donald Trump torna a ipotizzare che le prossime elezioni presidenziali siano “truccate”. Lo aveva gia’ detto lo scorso agosto durante un comizio a Columbus, in Ohio, ed e’ tornato a ripeterlo lunedi’ 10 ottobre in Pennsylvania, riporta il Wall Street Journal. Staccato di circa 8 punti percentuali nei sondaggi da Hillary Clinton, il candidato repubblicano sembra voler accorciare la distanza con la rivale democratica in vista del prossimo 8 novembre, quando saranno aperti i seggi, imprimendo una sterzata cospirazionista alla propria campagna elettorale. Cosi’, dalle parti del suo staff circola sempre piu’ il verbo “rig”, ovvero manipolare, truccare. “Devo essere sincero, le elezioni saranno truccate” aveva affermato in Ohio -uno degli stati chiave perche’ da sempre in bilico (swing state) e perche’ assegna 18 grandi elettori sui 270 necessari per conquistare la Casa Bianca- e che i sondaggi accreditano all’ex segretario di Stato. E in Pennsylvania, qualche giorno dopo aveva replicato: “Possiamo perdere solo…se vi saranno frodi”. Nelle stesse ore sul sito della campagna del candidato repubblicano il modulo per l’adesione volontaria veniva modificato nel titolo: “Aiutatemi a fermare Hillary la disonesta dal manipolare queste elezioni”. Quella che appare come l’ultima bizzarria e’, dunque, frutto di una strategia fissata da mesi in un documento di 13 pagine da Roger Stone, consulente del candidato republicano, in cui si suggerisce a quest’ultimo di proclamare che “il sistema e’ truccato contro i cittadini”, mantra che Trump ripete oggi in un tweet, attaccando i giornali, considerati “disonesti” poiche’ avrebbero preso in poca considerazione le e-mail della candidata democratica svelate da Wikileaks: “Il sistema e’ truccato!”. Il tam tam fa leva, spiega il New Yorker in un articolo messo a punto nell’ambito di una serie dal titolo “Trump e la verita’”, su una ‘paranoia’ diffusa non solo tra i repubblicani ma in tutto l’elettorato: secondo un recente sondaggio del Washington Post la meta’ dei sostenitori di Trump crede che le prossime elezioni saranno segnate da brogli, e nel 2012 il Pew Research Center rilevava che solo il 31% degli americani confidava che quell’anno i voti fossero stati “accuratamente conteggiati”. Quell’anno, quella notte, Trump scrisse un tweet: “Questa elezione e’ una truffa”.