MONITO USA A CINA, 4 SETTIMANE PER ACCORDO O NUOVI DAZI ‘QUESTO E’ SOLO L’INIZIO’. WALL STREET PERDE OLTRE L’1%
E’ scattato l’aumento dei dazi Usa su 200 miliardi di dollari di prodotti dalla Cina, dal 10 al 25%. Non e’ la soluzione al problema, afferma il vicepremier cinese Liu dopo una prima giornata di colloqui praticamente nulli a Washington. Il dialogo tra Usa e Cina va avanti ma il segretario al Tesoro americano Steve Mnuchin ha consegnato nelle mani del vicepremier cinese Liu He quello che suona come un ultimatum: Pechino – e’ il monito degli Stati Uniti – ha da tre a quattro settimane per raggiungere un accordo, altrimenti scatteranno dazi su altri 350 miliardi di dollari beni ‘made in China’. Wall Street perde terreno sotto il peso della nuova escalation. Il Dow Jones perde l’1,02%, il Nasdaq l’1,20% e l’indice S&P500 l’1,49%. In Italia torna intanto a crescere la ricchezza delle famiglie: alla fine del 2017 e’ stata 8,4 volte il reddito disponibile. Oggi i dati su produzione industriale e commercio al dettaglio.
Sono scattati i nuovi dazi sui prodotti cinesi decisi dal presidente Donald Trump su beni del valore di 200 miliardi di dollari. La Cina ha immediatamente replicato annunciando in una dichiarazione che è costretta a mettere in campo “contromisure” senza precisare per il momento quali saranno. Una situazione che ha visto i mercati asiatici reagire con andamenti contrastati (Tokyo in ribasso, Shanghai e Hong Kong in rialzo). Proseguono intanto i negoziati in corso a Washington. Restano sui mercati le speranze di un accordo commerciale all’ultimo minuto.
L’aumento dei dazi Usa a carico di 200 miliardi di dollari di merci d’importazione cinesi e’ scattato alla mezzanotte di ieri, come anticipato nei giorni scorsi dal governo federale Usa. La prosecuzione dei colloqui commerciali di alto livello tra i due paesi, e l’annuncio da parte di Trump di una lettera inviatagli dall’omologo cinese Xi Jinping, non sono bastati a scongiurare l’inasprimento del conflitto commerciale tra le due maggiori economie del globo, e ad aumentare cosi’ i timori di ricadute negative sull’economia globale. Le tariffe, portate dal 10 al 25 per cento, si applicano a oltre 5.700 categorie di merci d’importazione cinesi, inclusi numerosi prodotti di consumo quali alimenti ed elettrodomestici. L’aumento dei dazi rischia di riflettersi in un aumento dell’inflazione negli Usa, e dunque in una flessione dei consumi. I dazi non si applicano alle merci inviate dalla Cina prima della giornata di oggi, sulle quali verra’ praticata la precedente tariffa del 10 per cento.
“E’ possibile trovare l’accordo”, ha detto Trump, prima di un incontro alla Casa Bianca con funzionari della delegazione ministeriale cinese giunta a Washington per proseguire i colloqui. I negoziati hanno rischiato di naufragare lo scorso fine settimana, quando la Casa Bianca ha annunciato a sorpresa un aumento dei dazi a carico delle merci cinesi, apparentemente in risposta a una retromarcia di Pechino su impegni preconcordati. Il capo della Casa Bianca ha annunciato di aver ricevuto una “bella lettera” dal presidente cinese Xi Jinping, nella quale questi esprime la speranza che i due leader lavorino insieme per risolvere la controversia commerciale in corso. Trump ha aggiunto di essere ancora intenzionato ad organizzare un confronto diretto con Xi nel prossimo futuro.