La quotidiana guerra di Donald Trump ai ‘fake news media’, l’appellativo solitamente riservato ai giornali che fanno le pulci alla sua presidenza, sembra far bene all’industria editoriale Usa. La tendenza che sembrava irreversibile e che vedeva i lettori più giovani abbandonare in massa i ‘vecchi media’ si è invertita. Da quando l’ex tycoon ha vinto le elezioni e si è insediato alla Casa Bianca, i cosiddetti millennials hanno preso ad abbonarsi sia alle edizioni cartacee che a quelle online di testate che hanno fatto la storia del giornalismo Usa.
Il New Yorker, ad esempio, bastione del giornalismo liberal tanto inviso a Trump, ha visto più che raddoppiare il numero di abbonati giovani. I dati indicano che dallo scorso novembre è stato registrato un aumento del 106% di abbonamenti nella fascia di età 18-34 anni e del 129% nella fascia 25-34, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Come scrive Politico, che alla questione dedica un articolo, anche un’altra storica testata di approfondimento, come The Atlantic, ha visto crescere il numero degli abbonati alle edizioni cartacee e digitali del 130% nella fascia 18-24 anni e del 70% in quella 18-44 anni. Il Washington Post e il New York Times, che solitamente non diffondono i dati sugli abbonamenti, fanno registrare un’analoga tendenza. Un portavoce del Post riferisce che le sottoscrizioni registrano il massimo della crescita proprio tra i millennials, mentre il New York Times fa sapere che avere una “tendenza simile”. In particolare, il Nyt ha visto tra i lettori più giovani un aumento del 9% nella diffusione della sua versione online. LUNEDÌ 23 OTTOBRE 2017 12.34.12
Perfino il Wall Street Journal, non certo popolare tra i giovani, ha visto raddoppiare il numero di abbonati tra gli studenti nel corso degli ultimi 12 mesi. “Abbiamo visto che le fasce di età 18-24 e 25-34 sono state fondamentali per i nuovi abbonamenti”, ha comunicato il quotidiano finanziario. Secondo Nic Newman, autore dell’edizione 2017 del Digital News Report del Reuters Institute, a determinare questa inversione di tendenza tra i lettori più giovani, quelli che si riteneva meno disposti a pagare per l’informazione di qualità, sono stati due fattori. Il primo, è che servizi streaming a pagamento come Netflix, Hulu e Spotify hanno fornito ai giovani l’abitudine a pagare per avere contenuti di qualità. Il secondo fattore è Trump. Secondo il Rapporto, realizzato attraverso oltre 70mila interviste condotte in 36 Paesi, gli Stati Uniti sono l’unico Paese tra quelli presi in esame che nel corso dell’ultimo anno ha visto un aumento consistente nel numero di abbonati a servizi di news online. Si è passati dal 9% del 2016 al 16% del 2017, con i millennials che sono stati ‘motore’ dell’aumento.