Oggi a Washington incontro tra May e Trump: insieme possiamo guidare il mondo, afferma la premier britannica. Domani previsto un colloquio telefonico tra il presidente Usa e Putin. Salta l’incontro con Pena Nieto. Una tassa sulle importazioni dal Messico e’ tra le ipotesi per pagare il muro al confine. Pence interviene oggi a una manifestazione antiaborto a Washington. Christo rinuncia a un’istallazione per protesta contro Trump.
Trump firma il decreto per alzare la barriera al confine col Messico: sara’ lungo 3.200 km e costera’ 8 miliardi di dollari; “paghera’ il Messico”, dice. Ma il presidente messicano Pena Nieto ribadisce: non pagheremo, ci rispetti. Previsto anche lo stop all’ingresso dei rifugiati siriani. E sul waterbording Trump afferma: penso che funzioni.
“Il Messico non crede nei muri. Come ho gia’ detto, il Messico non paghera’ per alcun muro”. E’ categorico il presidente del Paese sudamericano, Enrique Pena Nieto, durante il suo intervento televisivo, postato anche su Twitter. Eppure non ha accennato alla possibilita’ di cancellare l’incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump, fissato per il prossimo 31 gennaio. Trump ha firmato ieri un ordine esecutivo sulla costruzione del muro al confine con il Messico, che partira’ “immediatamente” e che “in un modo o nell’altro” il Messico, ha detto, rimborsera’. L’annuncio e’ conciso proprio con l’arrivo nella capitale Usa di una delegazione del governo messicano, guidata dal ministro degli Esteri, Luis Videgaray, e dal responsabile del dicastero dell’Economia, Ildefonso Guajardo per discutere del North American Free Trade Agreement (Nafta), il trattato di libero scambio tra Canada, Messico e Stati Uniti, che Trump vuole rinegoziare.
Pena Nieto si e’ dichiarato disponibile a trattare sul Nafta ma con due punti fermi: il rispetto dei diritti umani degli irregolari rimpatriati e la liberta’ di rimesse di denaro da parte degli emigrati messicani. Trump ha detto di valutare l’opportunita’ di trattenere i circa 25 miliardi di dollari che ogni anno i messicani negli Usa inviano in patria e di utilizzarli per pagare il muro. “Ho chiesto al ministro degli Esteri rafforzare le misure di protezione dei nostri cittadini”, ha dichiarato Pena Nieto nel suo intervento in tv, indicando che i 50 consolati messicani negli Stati Uniti saranno utilizzati per difendere i diritti degli emigrati nel Paese. “Il Messico offre la sua amicizia agli Stati Uniti e desidera arrivare a delle intese con il suo governo, ma con accordi a favore del Messico e dei messicani”, ha avvertito Pena Nieto. Per Trump e il presidente messicano, se l’appuntamento a Washington del prossimo 31 gennaio sara’ confermato, sara’ il secondo incontro, dopo quello avvenuto a Citta’ del Messico durante la campagna elettorale, il 31 agosto scorso. “All’inizio del colloquio con Donald Trump ho chiarito che il Messico non paghera’ per il muro”, aveva twittato gia’ allora Pena Nieto.
Donald Trump si prepara a smantellare un altro pezzetto dell’eredità politica di Barack Obama. Il 45esimo presidente americano vuole bloccare a tempo indefinito l’ingresso negli Stati Uniti di rifugiati siriani, cosa su cui il suo predecessore aveva spinto l’acceleratore sul finire del secondo e ultimo mandato. Dopo avere iniziato a smontare la riforma sanitaria, ad avere ritirato gli Usa all’accordo di libero scambio con 11 Paesi che si affacciano sul Pacifico (la Trans Pacific Partnership), ad avere spianato la strada per la costruzione di due oleodotti controversi (Keystone XL e Dakota Access) e dopo avere annunciato la costruzione del muro lungo il confine con il Messico, Trump si prepara a rivoluzionare la politica sul fronte dei rifugiati e sul coinvolgimento di Washington nella guerra in Siria. Secondo il New York Times, oggi il neo Commander Chief dovrebbe firmare un ordine esecutivo che fermerà per 120 giorni le operazioni di accoglienza dei rifugiati in arrivo non solo dalla Siria ma anche da Iraq, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen. Durante quel periodo saranno condotte indagini e approfondimenti sulle procedure di screening, che Obama ha sempre difeso perché molto stringenti. Passati questi tre mesi, il programma è destinato a essere decisamente ridimensionato: i rifugiati che nell’anno fiscale 2017 – iniziato l’1 ottobre 2016 – potranno trovare una casa nella prima economia al mondo passeranno a 50mila da 110mila.
Mentre si consuma lo scontro tra il presidente americano Donald Trump e il governo messicano su chi paghera’ per il muro al confine, spopola su Twitter l’hashtag #FuckingWall, cioe’ “fottuto muro”. A coniarlo e’ stato l’ex presidente del Messico, Vicente Fox Quesada. “Sean Spicer – ha twittato ieri Fox, riferendosi al portavoce della Casa Bianca – l’ho detto a @RealDonaldTrump e ora lo dico a te: il Messico non paghera per quel fottuto muro. #FuckingWall”.