Nei messaggi Telegram l’agghiacciante propaganda di morte di Adel Kermiche. Allerta della Turchia, ‘arrivato tardi’ secondo gli 007 francesi, non ha impedito l’orrore dentro la chiesa. La madre DEL secondo killer: ‘giuro che non era il diavolo’. In un video a Ventimiglia uno dei killer di Saint-Etienne. Tra le misure per ridurre i rischi: bandite borse e valigie dalle spiagge di Cannes e niente zainetti all’ Oktoberfest. L’Italia espelle due marocchini.
“Prendi un coltello, vai in una chiesa, fai una carneficina. Tagli due o tre teste e basta così”. È uno dei diversi messaggi audio diffusi su Telegram dal primo killer di Rouen identificato, il 19enne Adel Kermiche, a una cerchia ristretta di circa 200 persone. Di questi messaggi è venuto in possesso in esclusiva il giornale francese L’Express, a cui una fonte vicina all’inchiesta ha confermato l’autenticità dei file spiegando che i messaggi sono stati trovati “nel corso delle operazioni di polizia che prendevano di mira Adel Kermiche”. Nei file il giovane annuncia in pratica i suoi piani, chiede di diffonderli in modo massiccio una volta che li avrà realizzati, riferisce dell’influenza che ha avuto su di lui il suo ‘cheikh’ incontrato in carcere, racconta della volontà di creare una cellula terroristica a Rouen e dei suoi tentativi non riusciti di recarsi in Siria.
Il file audio in cui il futuro killer fa riferimento esplicito a quanto poi sarebbe accaduto è stato diffuso il 19 luglio (l’attacco è stato invece il 26 luglio) e si intitola ‘Meglio egira (esilio ndr.) o attentato?’. Il giovane risponde in un lungo monologo a questa domanda che gli è stata posta e risponde come segue: “Se vuoi andare da Sham (cioè unirsi all’Isis ndr.) è complicato visto che le frontiere sono chiuse. Piuttosto attaccare qui”, diceva. Poi partiva con la descrizione, cioè appunto: “Prendi un coltello, vai in una chiesa, fai una carneficina. Tagli due o tre teste e basta così”. E invitava il suo pubblico a imitarlo e a “fare cose da pazzi”. Il futuro killer evocava inoltre la facilità con cui si possono a suo dire reperire armi da fuoco, cosa però probabilmente smentita dal fatto che lui e l’altro attentatore hanno usato dei coltelli nell’attacco alla chiesa. Poi il riferimento di Adel Kermiche alla “guida spirituale” che l’ha ispirato: “in prigione (a Fleury-Mérogis dove è stato rinchiuso dal 22 maggio 2015 al 22 marzo 2016 dopo avere provato a unirsi a Daesh per la seconda volta nel 2015 ndr.) il mio cheikh, mi ha dato delle idee”, ha detto il giovane.
Il 25 luglio, cioè un giorno prima dell’attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray vicino Rouen, Adel Kermiche ha diffuso su Telegram due messaggi audio. Prometteva “grandi cose” e chiedeva a “tutti i fratelli e le sorelle” che lo seguivano su Telegram di condividere massicciamente la sua pagina privata. Il giorno della tragedia, scrive ancora L’Express, il killer scrisse un nuovo messaggio invitando a “condividere ciò che seguirà”. Si è poi connesso un’ultima volta alle 9.46, qualche minuto dopo essere entrato nella chiesa, ma non ha pubblicato niente. L’Express riporta che, secondo le sue informazioni, Adel Kermiche non ha diffuso alcuna immagine dell’attacco né su Telegram né altrove, probabilmente fermato dai proiettili della Brigata anti crimine di Rouen (Bri) che nel frattempo era intervenuta. Martedì mattina i due killer (cioè Adel Kermiche e Abdel-Malik Nabil Petitjean) sono entrati in una chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino Rouen: hanno preso in ostaggio il parroco, due suore e due fedeli, e hanno sgozzato il prete; uno dei fedeli è rimasto ferito ma non è più in pericolo di vita. I due killer sono poi stati uccisi dagli agenti.