Sono 66 le persone morte nelle proteste contro il governo del Venezuela, dopo l’uccisione di un manifestante 21enne ieri nello stato di Anzoategui, ad est di Caracas. Lo ha confermato la Procura Nazionale sul suo sito web. La nuova vittima e’ stata identificata: si tratta di Cesar David Pereira Villegas (21 anni), attivista del partito di opposizione Volonta’ Popolare, raggiunto all’addome da un colpo di arma da fuoco nella localita’ di Lecheria e poi morto in ospedale.
Sono ormai 66 le persone morte nelle proteste contro il governo del Venezuela, dopo l’uccisione di un manifestante 21enne ieri nello stato di Anzoategui, ad est di Caracas. Lo ha confermato la Procura Nazionale, sul suo sito web. La nuova vittima e’ stata identificata: si tratta di Cesar David Pereira Villegas Pereira (21 anni), attivista del partito di opposizione Volonta’ Popolare, raggiunto all’addome da un colpo di arma da fuoco nella notte fra sabato e domenica nella localita’ di Lecheria, e morto successivamente in ospedale.
Il ministro venezuelano della Difesa, generale Vladimir Padri Lopez, ha detto che “non c’e’ stato un solo ferito o un solo morto” nelle proteste antigovernative che si susseguono nel paese “che sia imputabile alle forze armate”. Queste dichiarazioni di Padrino Lopez contraddicono l’informazione diffusa dalla Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz, che ha accusato sette agenti della Guardia Nazionale – che dipende dalla Difesa – per la morte di due manifestanti oppositori. “La Guardia Nazionale non fa uso di armi letali, sicche’ tutto questi episodi e tutti questi episodi di violenza non sono altro che il prodotto dell’azione di gruppi che agiscono sponsorizzati da attori politici, e dispongono di una struttura paramilitare”, ha sottolineato il ministro.
Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha spiegato che l’Assemblea Costituente che ha convocato “puo’ fare quello che vuole”, e varare leggi costituzionali “alle quali dovranno ubbidire tutte le istituzioni, comprese le procure e i tribunali”. Durante il suo consueto programma televisivo settimanale, Maduro ha difeso il suo progetto di riforma costituzionale, sottolineando che si trattera’ di una “Costituente del cambiamento rivoluzionario”, che disporra’ del “potere supremo” per lottare contro la corruzione e “aprire una nuova fase della Rivoluzione bolivariana”. La settimana scorsa, il governo di Caracas ha consegnato al Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) la regole in base alle quali funzionera’ la Costituente, e l’organismo ha gio’ disposto che la selezioni dei suoi membri si effettuera’ nel prossimo mese di luglio. Tanto l’opposizione come numerosi giuristi -inclusi due magistrati della Corte Suprema e la Procuratrice Generale Luisa Ortega Dias, eletti dal Parlamento quando era controllato da una maggioranza chavista- hanno respinto la riforma proposta da Maduro, considerandola antidemocratica perche’ non prevede un voto popolare, nazionale e diretto se’ sulla convocazione della Costituente ne’ per ratificare le riforme che essa possa varare.