Il governatore di Bankitalia Visco sostiene che “nella media dell’anno l’espansione del Pil potrebbe superare il 4%” e nei prossimi mesi ci sara’ “un’accelerazione della ripresa”, ma “verra’ meno lo stimolo” delle politiche di sostegno anti-covid, e “bisognera’ mantenere il sostegno a chi perde il lavoro”. A maggio l’inflazione cresce per il quinto mese consecutivo attestandosi all’1,3%, a livelli che non si vedevano da novembre 2018. I prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” ampliano invece, seppur di poco, la loro flessione (da -0,7% a -0,8%), confermando andamenti che non si registravano da agosto 1997.
La ripresa si rafforza e nel 2021 la crescita del pil potrebbe superare il 4%. Davanti c’è “la sfida formidabile” del pnrr con l’agenda delle riforme ma “è essenziale spendere bene le risorse straordinarie” previste per “ridare all’economia una prospettiva stabile di sviluppo”. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco è fiducioso e in poco più di 26 cartelle, a Palazzo Koch, ripercorre i mesi della pandemia e guarda al futuro con fiducia. “L’intensità e la rapidità con cui la pandemia ha colpito la popolazione mondiale sono state eccezionali; i costi umani, sociali ed economici sono stati, ancora sono, profondi. Altrettanto rapida e intensa è stata però la risposta di chi opera nelle strutture sanitarie, nella ricerca pubblica e privata, nell’industria farmaceutica. E di ampiezza straordinaria, a tutte le latitudini, sono stati gli interventi dei bilanci pubblici e le misure di politica monetaria”, sottolinea Visco. Ci sono ora “segnali, in alcuni casi importanti, di ripresa congiunturale” ma, avverte il Governatore, “i progressi, sul fronte sanitario come su quello economico, sono ancora largamente disuguali”. E, “per nessuno, in un mondo fortemente interconnesso, i rischi della pandemia saranno veramente superati finché non lo saranno stati per tutti”.
Il nostro paese, ricorda Visco, “è stato colpito dall’epidemia già dal febbraio dello scorso anno. Nel primo semestre del 2020 il pil è diminuito di quasi il 12 per cento rispetto ai sei mesi precedenti. Come nel resto del mondo, le successive ondate di contagio sono state più gravi di quanto generalmente atteso; tuttavia, l’impatto sull’economia è stato minore che in primavera, per la moderazione delle nuove misure di contrasto e l’adattamento di imprese e lavoratori alle necessità di distanziamento sociale. Gli andamenti in corso d’anno hanno messo in luce le capacità di ripresa dell’economia, ma anche la loro forte dipendenza dall’evoluzione dei contagi e dalle politiche di sostegno».
Il sostegno all’economia “andrà mantenuto fino a quando diverrà chiaro il ritorno su una stabile traiettoria di crescita”, dice Visco. In prospettiva, evidenzia, “è certo però che verrà meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali. Cesseranno quindi il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti. E andrà, gradualmente ma con continuità, ridotto il fardello del debito pubblico sull’economia”. In questo nuovo scenario, “bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e pronti per rispondere agli eventi e agli sviluppi inattesi, come dolorosamente ci insegna l’epidemia che ci ha tutti colpito. Come scrisse Alessandro Manzoni a proposito degli eventi connessi con la terribile peste del Seicento: ”Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera”, è l’aforisma tratto da ‘La Storia della Colonna Infame’.
Il Governatore dice che “deve aprirsi una nuova un’epoca di cooperazione multilaterale intensa, di riduzione delle ingiustizie diffuse, di creazione di nuove opportunità”. “Non dovrà mancare la partecipazione, responsabile ed equilibrata, dell’Europa. Per rispondere agli effetti economici e sociali della crisi sanitaria, gravi per tutti i paesi e per alcuni gravissimi, sono state assunte decisioni coraggiose, introdotti nuovi strumenti comuni di intervento. È questa la vera forza di un’unione; le premesse per uscire con rinnovata energia, insieme, dalla crisi sono incoraggianti; le aspettative non devono andare deluse”, afferma ancora. Ma rimane sempre il fatto che “l’architettura economica europea è incompleta” e “oggi la necessità di disporre di una capacità di bilancio comune è divenuta ancor più evidente. L’istituzione del programma Ngeu, che ne ha solo in parte le caratteristiche, testimonia la consapevolezza del fatto che shock comuni richiedono l’utilizzo di uno strumento europeo in grado di affiancare la politica monetaria unica. Una risposta congiunta – indica Visco – può però essere necessaria anche nel caso di shock asimmetrici, per rafforzare le politiche nazionali laddove i margini di manovra siano ridotti o per integrarle se l’azione dei singoli paesi si mostra debole perché non considera le implicazioni che ne possono derivare per gli altri”.
Visco parla di “una capacità di bilancio comune, accompagnata dalla revisione delle regole per le finanze pubbliche nazionali” che “dovrebbe fondarsi sulla possibilità di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome”. “Si fornirebbe tra l’altro, in questo modo, ai mercati uno strumento finanziario con elevato merito di credito, facilitando la diversificazione dei portafogli degli intermediari europei e l’integrazione dei mercati dei capitali, accrescendo l’efficacia della politica monetaria, consentendo all’euro di assumere pienamente il ruolo di valuta internazionale”, spiega Visco che chiude la sua riflessione con due citazioni dedicate all’Europa con il richiamo al pensiero Jean Monnet e all’illuminismo di Gaetano Filangieri, di un’Europa ”sede della tranquillità e della ragione”.

Intanto, il nostro Paese deve fare la sua parte avendo presente che “sarà chiamato a un impegno duraturo anche oltre l’orizzonte del programma Ngeu, per dare concreta attuazione alle riforme”. Per Visco, “alcuni servizi, come sanità, assistenza, istruzione, giustizia e ricerca, potranno richiedere un maggiore impiego ordinario di risorse”. Inoltre, “all’annunciata riforma fiscale dovrà affiancarsi un rinnovato impegno nell’azione di contrasto all’evasione; nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, le dimensioni del fenomeno continuano a danneggiare la nostra economia”. E deve essere chiaro, incalza il governatore, che “gli effetti macroeconomici del Piano dipenderanno non solo dalle risorse impiegate ma anche dalla qualità degli interventi, dall’efficienza con cui saranno realizzati, dalla loro capacità, insieme con le riforme che li accompagneranno, di creare un ambiente favorevole all’iniziativa privata e di incidere sulle decisioni di investimento delle imprese”. Sicurezza e rapidità di esecuzione, l’efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari Non esistono soluzioni semplici ai nostri problemi, ha ricordato Visco, «è oggi che si presenta un’occasione decisiva per intensificare l’impegno. Agli interventi previsti dal Piano e al connesso, articolato, programma di riforme occorre dare massima concretezza; vanno assicurate la sicurezza e la rapidità dell’esecuzione, l’efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari. Questi sono certamente di dimensioni eccezionali per la digitalizzazione e l’innovazione, la transizione ecologica e la sostenibilità; sono altrettanto importanti le previsioni per l’istruzione e la ricerca, l’inclusione sociale e la salute; e il perseguimento delle priorità trasversali del riequilibrio dei divari territoriali, del sostegno alle generazioni più giovani e del conseguimento della parità di genere non si esaurirà con il Pnrr».
«Ci vorrà tempo per comprendere quali saranno, dopo la pandemia e nella transizione digitale e ambientale, i nuovi ”equilibri” di vita sociale e di sviluppo economico; siamo tutti chiamati a far sì che cresca e sia diffuso il benessere, siano adeguatamente protetti coloro che più saranno colpiti, chiari i costi da sopportare e progressivamente ridurre. È certo però che verrà meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali». Visco ha ricordato i livelli imponenti di trasferimenti pubblici alle famiglie «con un aumento di 30 miliardi al netto delle pensioni. Ha ricordato i forti ampliamenti degli ammortizzatori sociali, la diminuzione dei consumi (-10.7%), «quattro volte più della riduzione del reddito disponibile». La quota di reddito destinata al risparmio ha superato il 15%, il doppio del 2019. «Sarà necessario – ha sottolineato il governatore – mantenere il sostegno a chi perde il lavoro». Persistono elementi di fragilità del tessuto produttivo Il sistema produttivo ha affrontato la crisi pandemica in condizioni migliori di quelle prevalenti durante la crisi finanziaria globale. «La crisi – ha sottolineato Visco – ha determinato una drastica riduzione della produzione e dei ricavi, con squilibri di bilancio per le imprese più colpite dalle restrizioni all’attività, aggravando le condizioni di quelle già fragili prima della pandemia». Anche se l’Italia può contare «su un segmento in crescita di imprese dinamiche e innovative», «persistono gli elementi di fragilità del tessuto produttivo».