Seggi aperti in Francia per il primo turno delle presidenziali, alle 12 l’affluenza alle urne era al 28,54%, in lieve aumento rispetto al 2012 (28,29%). La consultazione avviene in un clima senza precedenti, con lo stato d’emergenza dopo l’assassinio di un agente di polizia nel cuore di Parigi, i servizi segreti in allarme e i seggi considerati obiettivi ‘vulnerabili’. I quattro candidati Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Francois Fillon e Jean-Luc Me’lenchon arrivano in volata, in palio non c’e’ solo l’Eliseo, ma anche il destino dell’Europa che guarda con preoccupazione all’ipotesi di una vittoria della leader del FN che per i sondaggi dovrebbe andare al ballottaggio con Macron. Le Pen ha votato a He’nin-Beaumont dove poco prima un’attivista a seno nudo era stata portata via dalla polizia. Ai seggi anche Macron e Hamon.
A mezzogiorno ha votato in Francia, al primo turno di elezioni presidenziali considerate cruciali per il futuro del Paese e dell’Europa, il 28,54%, un dato un po’ superiore a quello del 2012. Una sostanziale stabilita’ che sgombera il campo dalle ipotesi che ventilavano un astensionismo record, fra distacco dalla politica e voto in un clima di paura. Cinquantamila poliziotti sorvegliano da questa mattina i 66.000 seggi dove 47 milioni potenziali di francesi si stanno recando a votare. Nel feudo di Marine Le Pen, a Henin-Beaumont, la presidente del Front National, seconda nei sondaggi dell’ultima ora con il 22,5%, ha votato alle 11, regalando sorrisi ai responsabili del seggio e ripartendo a bordo di un SUV senza rilasciare dichiarazioni. Pochi istanti prima, abituale attacco delle Femen, il gruppo femminista che ha perseguitato la campagna della Le Pen: un’attivista a seno nudo e’ stata portata via di peso, poco dopo stesso trattamento per un ragazzo con uno zaino che stava protestando. Serenita’ invece al momento dell’apparizione di Emmanuel Macron al seggio del Touquet, la spiaggia del nord considerata uno dei luoghi preferiti per le fughe al mare dei parigini. Il favorito (24,5% nell’ultimo sondaggio), leader di “En Marche!”, ha stretto molte mani sorridendo, concedendosi anche per qualche “selfie”. Abituale voto a Tulle, il suo feudo elettorale, per il presidente uscente, il socialista Francois Hollande, il primo nella Quinta repubblica a non ripresentarsi candidato dopo un mandato. Si tratta anche delle prime elezioni in stato d’emergenza, in vigore in Francia dagli attacchi del 13 novembre 2015. Il clima e’ diventato piu’ teso da quando, nell’ultima settimana, sono stati scoperti a Marsiglia due terroristi che preparavano un attentato contro un candidato e, soprattutto, dopo l’attentato di giovedi’ sera sugli Champs-Elysees, nel quale un presunto jihadista della banlieue parigina ha ucciso il poliziotto Xavier Jugele. Il contesto politico – con i sondaggi che danno quattro candidati entro quattro punti percentuali di distacco – e’ quanto mai incerto e aperto ad ogni sorpresa. Dietro Macron e Le Pen, insegue Francois Fillon, della destra dei Re’publicains, che ha votato a Parigi e che non ha mollato (viene dato al 19,5%) nonostante la raffica di scandali che hanno coinvolto lui e i suoi familiari. Jean-Luc Me’lenchon, candidato dell’estrema sinistra della “France Insoumise”, ha votato a Parigi. L’ultimo sondaggio lo da’ al 18% dopo una spettacolare rimonta a spese del candidato ufficiale uscito dalle primarie socialiste, Benoit Hamon, crollato in poche settimane dal 15 al 7,5%. Da diverse ore si vota nei territori d’oltremare francesi, in Guyana e in Polinesia, nelle citta’ principali urne chiuse alle 20, i centri piu’ piccoli hanno avuto la possibilita’ di chiudere alle 19.