Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un duro monito alle Nazioni Unite, dichiarando che “il diritto internazionale è al collasso”. Dal podio dell’Assemblea Generale dell’ONU, ha citato i conflitti a Gaza, in Sudan e in Somalia come prova dell’incapacità del sistema globale di prevenire spargimenti di sangue e di trovare soluzioni, sottolineando “la debolezza delle istituzioni internazionali e l’aumento delle armi”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un duro monito alle Nazioni Unite, dichiarando che “il diritto internazionale è al collasso”. Dal podio dell’Assemblea Generale dell’ONU, ha citato i conflitti a Gaza, in Sudan e in Somalia come prova dell’incapacità del sistema globale di prevenire spargimenti di sangue e di trovare soluzioni, sottolineando “la debolezza delle istituzioni internazionali e l’aumento delle armi”.
Nel suo discorso, Zelensky ha posto l’accento sulla rivoluzione tecnologica nel campo bellico, in particolare sull’uso dei droni. Ha avvertito che presto questi velivoli “saranno in grado di attaccare in autonomia obiettivi predeterminati” e ha sottolineato come la loro diffusione abbia reso l’arte dell’omicidio accessibile a decine di migliaia di persone. Ha ricordato che la tecnologia militare sta superando la geografia, con droni semplici capaci di percorrere migliaia di chilometri, e ha messo in guardia contro la possibilità che in futuro un drone possa “trasportare un’arma nucleare”.
Ha poi fatto riferimento a recenti violazioni dello spazio aereo di paesi europei come Polonia ed Estonia da parte di velivoli russi, definendo la Russia sinonimo di “interferenza”. Ha avvertito che l’Europa non può permettersi di perdere la Moldavia a causa dell’influenza russa, aggiungendo che “l’invasione russa dell’Ucraina è stata la scintilla che ha innescato una nuova corsa agli armamenti”.
Rivolgendosi ai leader mondiali, il presidente ucraino ha dichiarato che “non il diritto internazionale, non la cooperazione ma le armi decidono chi sopravvive”. Pur ammettendo che questa non è la scelta del suo popolo, ha affermato che senza “amici potenti” e soprattutto senza armi, non ci sono garanzie di sicurezza. Ha invitato la comunità internazionale a “usare tutto quello che abbiamo, insieme, per costringere l’aggressore a fermarsi”. “Fermare questa guerra adesso è meno caro che creare dei bunker dopo,” ha concluso.
Zelensky ha poi ringraziato l’Europa e gli Stati Uniti per il loro sostegno, rivelando di aver avuto “un buon incontro” con il presidente americano Donald Trump. Il Cremlino, tramite il suo portavoce Dmitry Peskov, ha però respinto l’affermazione di Trump secondo cui l’Ucraina potrebbe “riconquistare l’intera Ucraina nella sua forma originale”, definendola “sbagliata”.