Si sono svolti a Sant’Amato, la basilica di Nusco, i funerali di Ciriaco De Mita, l’ex segretario della Dc ed ex premier scomparso all’età di 94 anni. Alle esequie, celebrate dal vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Nusco-Bisaccia Pasquale Cascio, ha partecipato il capo dello Stato Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Insieme a Mattarella è arrivato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Un caloroso applauso ha accompagnato il feretro al suo ingresso in chiesa. In una piazza adiacente la basilica il comune ha allestito un maxischermo permettendo così alla cittadinanza di assistere alla cerimonia. In prima fila in chiesa il capo dello Stato con la figlia, nel banco accanto la vedova dell’ex premier Anna Maria Scarinzi e i figli Antonia, Giuseppe, Floriana e Simona e i nipoti.





Alla camera ardente allestita a Villa De Mita, hanno reso omaggio fra gli altri Giuseppe Gargani, Ortensio Zecchino, Renzo Lusetti, Gigi Marzullo e il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca. In chiesa c’era Giuseppe Gargani (“Mi mancheranno i suoi rimproveri”). E’ arrivato poi l’ex ministro Angelino Alfano (“De Mita è stato una ispirazione ed un presidio dell’azione politica”). Gerardo Bianco ha parlato di “grande tristezza. Si affollano ricordi, torno a 70 anni indietro, alla Cattolica. Lì abbiamo messo le nostre basi per l’attività politica. Si discuteva. Un suo difetto? Voleva amicizie esclusive. Il nostro era un rapporto dialettico, fatto anche di discussioni sulla liea politica da seguire”. Secondo Pierferdinando Casini “tutta questa gente qui dimostra cosa fosse la Dc. De Mita è stato un grande, oggi è il momento del tributo”. Clemente Mastella, suo portavoce in segreteria, ha detto che De Mita “rimane un grande uomo politico. Abbiamo fatto un processo di vita un po differente. La gente che c’è qua e che lo acclama smentisce questa boria giornalistica che lo definisce indecifrabile. Significa che la gente lo capiva e lui capiva i bisogni scoperti della nostra comunità. Scopriva talenti ed era uno straordinario regista di un Mezzogiorno protagonista”. In chiesa presenti, fra gli altri, oltre a numerosi sindaci ed esponenti politici regionali, l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, Ettore Rosato presidente di Iv, Matteo Piantedosi prefetto di Roma, Silvia Costa.





Oppositore interno nella vecchia Dc prima, poi avversario dal centrodestra, e poi con una sintonia ritrovata nel sogno di ricomporre la Democrazia Cristiana, in chiesa c’era anche Gianfranco Rotondi.
“Ciao papà”. Così l’inizio del discorso del figlio di Ciriaco De Mita, Giuseppe, durante l’omelia nella basilica di Sant’Amato. “Ringrazio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha aggiunto Giuseppe De Mita -. Questo dimostra l’opera di statista che hai svolto per tutta la vita e per tutta la gente comune e per il nostro Paese. Hai finito la tua vita svolgendo l’attività che più ti è piaciuta, con incredibile costanza e rara e raffinata intelligenza”. Poi il figlio Giuseppe incalza: “Ho tre figli adolescenti e spiego sempre a loro chi sei stato ma conosceranno la grandezza piu avanti nella vita. La grandezza e la raffinatezza del tuo pensiero”. “Papà stai tranquillo – conclude il figlio dell’ex segretario Dc – non ci lasci da solo ma con un orgoglio incredibile e con una mamma meravigliosa. Ci hai sempre detto che non ci può essere futuro senza memoria”.
“Da laico cristiano” Ciriaco De Mita “ha sempre pensato al popolo. Carissimi uomini politici, laici o credenti, ogni volta che vi occupate davvero del popolo rispondete a questo desiderio di Dio; in questa città, in questo Paese, ogni volta che fate scelte che riguardano tutto il popolo voi anche laici rispondete all’ansia di Dio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, monsignor Pasquale Cascio, nella sua omelia pronunciata ai funerali di Ciriaco De Mita, celebrati questo pomeriggio nella basilica di Sant’Amato a Nusco (Avellino), paese del quale De Mita era sindaco. “Fino alla fine – ha aggiunto monsignor Cascio – ha usato la sua stupenda intelligenza, questa intelligenza che ha cercato, ha prodotto, ha offerto e ha proposto, e che ora è quieta nella contemplazione. Mi diceva sempre ‘che devo fare, le gambe non funzionano ma questa’, la sua testa, ‘funziona sempre’. Ha servito l’Italia come uomo politico, come uomo di Stato, con dentro al cuore la fede che questa comunità gli ha trasmesso”.
La figlia minore, Simona, ha voluto che nella bara del padre ci fosse anche un mazzo di carte napoletane.