INCONTRO A TRIPOLI FRA PREMIER SARRAJ E MINISTRO MINNITI
Un ‘accordo sulla creazione di una sala comune’ di Libia e Italia per la ‘lotta contro scafisti e trafficanti’ di esseri umani viene annunciato da una nota del governo libico dando conto di un incontro svoltosi oggi a Tripoli fra il premier Fayez Al Sarraj e il ministro dell’Interno Marco Minniti. La ‘sala comune’, viene chiarito, sara’ composta da ‘rappresentanti di Guardia costiera, Dipartimento dell’immigrazione clandestina, il procuratore generale libico, il Servizio di intelligence libico e i loro omologhi italiani’.
Un incontro “molto positivo”, rivolto “soprattutto alla lotta contro il traffico di esseri umani”. Così fonti interpellate da Aki-Adnkronos International, hanno definito l’incontro avvenuto a Tripoli tra il ministro dell’Interno, Marco Minniti e il capo del Consiglio presidenziale libico, Fayez al-Serraj, al quale ha preso parte anche il ministro dell’Interno libico. Durante il faccia a faccia, hanno precisato le fonti, è stato “espresso apprezzamento per gli sforzi libici” e si è fatto “il punto delle iniziative comuni”, registrando “i risultati positivi raggiunti in termini di controllo delle frontiere e di contrasto ai network di trafficanti” nonostante la narrativa dei media internazionali, della quale Serraj si è “lamentato”.
Si è parlato anche del controllo delle frontiere meridionali e sono stati messi in risalto “i risultati positivi, in particolare il lavoro della guardia costiera e quello che stanno facendo (i libici, ndr) sul terreno per contrastare i trafficanti”, hanno aggiunto le fonti. Inoltre è stata evidenziata la riapertura del centro Unchr che permette di lavorare per ricollocare i migranti in Paesi terzi. Minniti, hanno proseguito le fonti, ha annunciato a Serraj che 35 milioni di euro verranno stanziati la prossima settimana per la lotta al traffico di migranti dal gruppo di Visegrad e che, sempre nel quadro degli aiuti strutturali dell’Unione Europea, “gli aiuti urgenti alle municipalità” arriveranno entro fine anno. “Il senso della visita – hanno concluso le fonti – è stato rimettere l’accento sulla realtà vera piuttosto che su quella mediatica”.