M5S E LEGA PIEGANO LA RESISTENZA DI TRIA, DEFICIT AL 2,4%
Di Maio e Salvini annunciano l’intesa: “E’ d’accordo anche il ministro dell’Economia”. Poi il Cdm approva la nota di aggiornamento al Def: indebitamento al 2,4% per tre anni. Il leader 5 stelle esulta: “Giornata storica, e’ la manovra del popolo che cancella la poverta’”. I parlamentari del movimento festeggiano in piazza. Ma la Ue avverte: rischio bocciatura.
Prevale l’asse Di Maio-Salvini nel durissimo braccio di ferro con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Dopo una faticosa trattativa e giorni di tensioni, e’ stato raggiunto in extremis l’accordo all’interno del governo sul deficit in vista della manovra. L’asticella, fanno sapere i due vicepremier in una nota congiunta, sara’ fissata al 2,4%. E l’indebitamento netto dovrebbe mantenersi allo stesso livello anche nel 2020 e 2021. “Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, e’ la manovra del cambiamento”, sottolineano i leader di M5s e Lega. L’intesa e’ “anche con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria”, assicura Salvini, “ci ho sempre creduto, l’Italia merita lavoro, coraggio, fiducia e speranza”. E dai soci di maggioranza arriva la rassicurazione che Tria non si dimettera’.
“Vi garantisco che abbiamo lavorato con serieta’ e impegno per realizzare una manovra economica meditata, ragionevole e coraggiosa”, commenta su Facebook il premier, Giuseppe Conte sottolineando che questo governo “sta imprimendo una nuova direzione di marcia all’intero Paese”. “Ragazzi oggi e’ un giorno storico! Oggi e’ cambiata l’Italia!”, scrive sul suo profilo Fb Di Maio mentre i parlamentari M5s arrivano in piazza Colonna per festeggiare il traguardo raggiunto.
Luigi di Maio si è affacciato al balcone di palazzo Chigi insieme ai ministri del M5S per salutare la folla dei parlamentari stellati assiepati con leloro bandiere in piazza Colonna. “Ce l’abbiamo fatta!”, ha gridato il vicepresidente del Consiglio agitando i pugni verso la folla, facendo riferimento all’intesa di governo sulla nota di aggiornamento del Def che guiderà la legge di Bilancio, nella quale sarà previsto un rapporto deficit-Pil del 2,4 per cento. “Luigi, Luigi”, è il coro che lo ha accolto, seguito da “noi siamo il cambiamento!”, urlato a gran voce dai suoi colleghi del M5S. “Ora scendiamo!”, li ha blanditi il vicepremier. Dopo il vertice politico nel corso del quale gli alleati Lega e M5S hanno deciso di imporre al recalcitrante ministro dell’Economia Giovanni Tria la loro linea politica che prevede una manovra finanziaria espansiva, si è riunito il Consiglio dei ministri. Ora sospeso per il floash mob in piazza al quale si è unito Di Maio.
Il Cdm viene sospeso per permettere a Di Maio e a tutti i ministri pentastellati di affacciarsi dal balcone di Palazzo Chigi e poi raggiungere i parlamentari in piazza. Tra gli slogan, “reddito di cittadinanza, per l’Italia oggi e’ una speranza”. L’intesa – siglata dal via libera all’unanimita’ del Consiglio dei ministri – arriva al termine di una giornata ad altissima tensione, decisiva per le sorti del governo, iniziata in mattinata con il vicepremier M5s che smentiva di aver chiesto le dimissioni del ministro dell’Economia. E proseguita nel pomeriggio con un vertice politico a cui Tria non aveva preso parte in un primo momento. Il ministro avrebbe avuto infatti un’interlocuzione con Conte sulla manovra, senza confrontarsi con i due vicepremier. Alla fine ha prevalso la linea della stabilita’, piuttosto che lo scontro sui decimali, secondo quanto viene riferito. Un passo indietro del titolare dell’Economia avrebbe avuto conseguenze che anche i vertici istituzionali hanno spinto per evitare. Da qui l’accordo in extremis sul fissare al 2,4% il rapporto deficit-Pil. Il ministro dell’Economia, questa la linea che trapela da fonti parlamentari della maggioranza, in un primo momento sarebbe stato disposto ad alzare l’asticella fino al 2,1% per poi spingersi – sotto il pressing di Di Maio e Salvini – fino al 2,4. Un tetto che serve al Movimento 5 stelle e alla Lega per poter realizzare sia il programma sul reddito di cittadinanza che ‘quota cento’ per le pensioni. In serata il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto una telefonata con il presidente del Consiglio. E’ stato lo stesso Conte, a quanto si apprende, a raggiungere telefonicamente dopo le 22 il capo dello Stato, impegnato in un’iniziativa fuori dal Quirinale.
Si è appena concluso il Consiglio dei Ministri. Vi garantisco che abbiamo lavorato con serietà e impegno per realizzare una manovra economica meditata, ragionevole e coraggiosa. È un intervento che migliorerà le condizioni di vita dei cittadini e assicurerà al nostro Paese una più robusta crescita economica e un più significativo sviluppo sociale”. Lo ha scritto su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Abbiamo deliberato – ha spiegato – di realizzare tutte le riforme già annunciate, mantenendo fede agli impegni presi in tema di giustizia sociale. Introdurremo il reddito di cittadinanza, una seria riforma fiscale e supereremo la legge Fornero. Abbiamo programmato il più consistente piano di investimenti pubblici che sia mai stato realizzato in Italia. Il governo del cambiamento sta imprimendo una nuova direzione di marcia all’intero Paese”. “Stiamo facendo del bene all’Italia e agli italiani”, ha concluso il capo del Governo.
“Non aumentera’ l’Iva e ci sara’ un principio di flat tax per un certo numero di italiani che pagheranno le tasse al 15%. Ci impegniamo a tenere in equilibrio questo 2,4%, non faremo andare fuori giri i conti. Siamo arrivati un po’ in extremis, a un’ora dalla fine del 27, ma l’accordo e’ raggiunto, abbiamo raggiunto le cose fondamentali”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio commentando l’accordo raggiunto sul Def. “Tante persone che pagano le tasse ne pagheranno di meno, il 2,4% significa tanto per le persone e per la dignita’ degli italiani. Non era il 2,4% la vittoria, la vittoria e’ che si fanno misure storiche”, ha aggiunto Di Maio, secondo cui “per la prima volta la smettiamo di prendere dalle persone che hanno sempre lavorato per dare ai potenti. Facciamo al contrario”.
“Abbiamo gettato le basi per la Manovra del Popolo: da oggi cambiamo la vita di milioni di italiani. È una giornata che in pochi dimenticheranno: finalmente reddito e pensioni di cittadinanza, riforma dei Centri per l’impiego, superamento dell’odiosa legge Fornero, taglio delle tasse e il fondo per risarcire i risparmiatori truffati dalle banche diventeranno realta’. Mentre l’Europa ci ha detto per decenni che potevamo spendere solo con il bilancino adesso ci siamo ripresi quell’autonomia che ci servira’ per venire incontro alle esigenze primarie dei cittadini”. Cosi’ in una nota congiunta i senatori del MoVimento 5 Stelle nelle Commissioni Lavoro, Attivita’ Produttive, Finanze e Bilancio.
“La notizia della scellerata decisione di Lega -M5S di alzare il rapporto deficit/Pil 2019 al 2,4% sta girando nelle sale dei grandi investitori internazionali e ha già provocato il crollo dell’euro nei confronti del dollaro. Il declassamento del debito italiano nei prossimi giorni è dato ormai per scontato, con effetti collaterali su tutta l’eurozona”. Così Renato Brunetta, deputato e responsabile del dipartimento di politica economica di Forza Italia, dopo aver appreso la notizia dell’accordo di Governo sulla soglia del 2,4% del rapporto deficit/Pil.