La Procura generale della Cassazione ha rivolto una nuova contestazione al governatore della Puglia Michele Emiliano nell’ambito del procedimento disciplinare a suo carico davanti al Csm. L’annuncio e’ stato dato dal sostituto Pg Carmelo Sgroi e si riferisce al fatto che, candidandosi alla segreteria del Pd, Emiliano avrebbe di nuovo violato il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici. E’ la stessa accusa di cui Emiliano deve gia’ rispondere per essere stato segretario e presidente del Pd della Puglia.
Nuova azione disciplinare nei confronti di Michele Emiliano, ma procedimento ‘congelato’ e rinviato a dopo le primarie Pd del 30 aprile prossimo. La Procura generale della Corte di Cassazione ha inviato nei giorni scorsi al Csm una nuova incolpazione che contesta al governatore pugliese, magistrato fuori ruolo, la candidatura alla guida della segreteria Pd e che va ad aggiungersi a quelle avviate nel 2014 che avevano portato Emiliano ‘sul banco degli imputati’ dell’organo di autogoverno dei giudici per per aver violato la legge sull’ordinamento giudiziario “iscrivendosi a un partito e svolgendovi attività partecipativa e direttiva in forma sistematica e continuativa” diventando sindaco di Bari prima(per due mandati, dal 2004 al 2009) , assessore “esterno” al comune di S.Severo (Fg) poi e, infine, presidente della Regione (da giugno 2015 a oggi).La violazione, però, secondo il pg della Cassazione Carmelo Sgroi prosegue con la candidatura alla guida del Nazareno, per la quale Emiliano avrebbe di nuovo infranto il divieto per i magistrati di iscriversi ai partiti politici.
“La contestazione suppletiva – ha spiegato oggi Sgroi nel corso dell’udienza a palazzo dei Marescialli – viene fatta per garanzia dello stesso incolpato poiché da luglio 2016 in poi l’attività politico-partitica è proseguita e c’è continuità della condotta disciplinare ipotizzata”. Dopo il rinvio chiesto dal legale del governatore pugliese, il procuratore di Torino Armando Spataro, la sezione disciplinare presieduta dal vicepresidente Csm Giovanni Legnini ha aggiornato il procedimento all’8 maggio prossimo. “Tutto tranquillo sono le regole del processo”, ha commentato Emiliano che però ha incassato il ‘No’ della sezione disciplinare per quel che riguarda la lista dei testi richiesti. La difesa, infatti, aveva chiesto di avere quali testimoni nove magistrati in aspettativa impegnati in politica: Felice Casson (senatore) Caterina Chinnici (parlamentare europea) Donatella Ferranti (deputata) Anna Finocchiaro (senatrice e ministro per i Rapporti con il Parlamento) Doris Lomoro (senatrice) Cosimo Maria Ferri (sottosegretario) Stefano Dambruoso (deputato) Domenico Manzione (sottosegretario agli Interni) Vania Contrafatto (assessore alla Regione Sicilia). “Si tratta – ha spiegato Spataro – di magistrati che si trovano in una situazione assimilabile” ad Emiliano. Non quindi “una generica chiamata in correità”, ha sottolineato, ma il tentativo di “provare davanti alla sezione che è prassi, convenzione, costume politico da sempre attuato e condiviso”. “Non si tratta di dire passiamo tutti col rosso al semaforo”, la tesi, ma dimostrare che si tratta di “un’attivita politica istituzionale autorizzata, in atto da anni da decenni”. Dopo una breve riunione in camera di Consiglio, però, la sezione disciplinare ha respinto la richiesta.