Con una festa multicolore ispirata alla pace, alla tolleranza e al rispetto dell’ ambiente hanno preso il via le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Molte le assenze, ma comunque grandi emozioni: ultimo tedoforo e’ stato Vanderlei Lima, maratoneta brasiliano che perse un oro ad Atene per l’irruzione di un folle sul percorso, che ha cosi’ ottenuto il suo risarcimento. Applausi per gli azzurri guidati dalla portabandiera Pellegrini, con Renzi e consorte in piedi all’ingresso della delegazione. A dichiarare aperti i Giochi, il presidente ad interim del Brasile, Michel Temer, tra i fischi della folla. Scontri fuori dallo stadio e a San Paolo.
Code quasi chilometriche agli ingressi, ma l’attesa è valsa davvero la pena. La XXXI edizione dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro – la prima della storia in Sudamerica – ha preso ufficialmente il via questa notte con una cerimonia di apertura mozzafiato, un misto di luci, balli, musica e spettacolo in un Maracanà tirato a lucido e vestito a festa. I 60mila presenti nello stadio simbolo del calcio brasiliano non sono andati via delusi, tutt’altro. L’urlo ‘Brasil, Brasil’ nell’imminente preludio alla cerimonia, poi le note di ‘Aquele abraço’ di Gilberto Gil, dell’inno nazionale cantato da Paulinho da Viola e dell’immancabile ‘A Garota de Ipanema’ de Tom Jobim, eseguita dal figlio Daniel e con l’interpretazione della bellissima modella Gisele Bündchen, hanno subito scaldato gli animi. Dopo la musica e lo spettacolo coreografico iniziale – 4800 le comparse, in una cerimonia che ha coinvolto anche 8mila atleti e altrettanti volontari – le delegazioni hanno iniziato a sfilare alle 20.50 ora locale (l’1.50 in Italia). Il cartello che indicava il nome del Paese era ‘trasportato’ su una specie di carretto carnevalesco, guidato complessivamente da quaranta persone (venti uomini, sedici donne e quattro trans). Come da tradizione è toccato alla Grecia, ‘culla’ dei Giochi, aprire le danze, al Brasile, celebrato dall’ovazione del Maracanà è andato l’onore di chiuderle. L’Italia ha fatto il suo ingresso sulla scena come 102esimo Paese (207 in tutti quelli che hanno sfilato), guidata dal capo missione Carlo Mornati e capitanata da Federica Pellegrini. “Orgogliosa di essere la portabandiera di questa squadra, è una grande emozione. Daremo il massimo”, le parole della nuotatrice azzurra, che, segno del destino, proprio nel giorno della cerimonia di apertura ha festeggiato il suo 28esimo compleanno. E’ la quinta donna italiana a fare la portabandiera azzurra ai Giochi, dopo aver raccolto l’eredità della fiorettista Valentina Vezzali (Londra 2012). Gioiosa e raggiante la ‘Divina’, che indossava un foulard azzurro al collo, mentre alle sue spalle si sono visti alcuni atleti esibire una parrucca tricolore. In tribuna autorità, ad applaudire sorridenti, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, sua moglie Agnese e il figlio maggiore Emanuele, che hanno accompagnato il Team Italia in questa prima fase della spedizione Olimpica. Presenti anche il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, e il Presidente del Comitato Promotore di Roma 2024, Luca di Montezemolo. La grande attesa sta per finire, oggi si assegnano i primi titoli Olimpici: per molti, c’è un sogno a cinque cerchi da realizzare.
Inno brasiliano in versione acustica, sfilata delle scuole di samba: i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, i primi della storia nel continente sudamericano, si sono aperti con un’ode alla musica brasiliana, in uno stadio Maracanà festoso e tirato lucido gremito da 60mila spettatori che si sono goduti uno spettacolo indimenticabile. Quattro anni dopo lo show innovativo ed eccentrico di Londra, il regista brasiliano Fernando Meirelles, uno dei tre direttori artistici all’opera, aveva avvertito tutti in anticipo: in un Paese preda di una recessione economica acuta abbinata a una grave crisi politica, serviva fare il massimo con un budget più limitato. Messo da parte “l’approccio high-tech”, la “grande festa” proposta da Meirelles, che aveva promesso di onorare la “ricchezza culturale popolare brasiliana”, ha dato un ruolo di prim’ordine alla musica del Paese in tutta la sua diversità (cantata in portoghese, contrariamente al Mondiale 2014 dove dominavano spagnolo e inglese). Nel Paese del carnevale, gli sportivi hanno sfilato sotto lo sguardo di tutto il pianeta e il Maracanà è stato trasformato in un “sambodromo”, con l’esibizione di decine di scuola di samba.
Quasi quattro ore prima, è sulle note di “Aquele abraço”, una tra le melodie più celebri di Gilberto Gil, icona della musica brasiliana, che aveva avuto inizio la cerimonia di apertura. Un’introduzione immediatamente seguita dall’ingresso di un migliaio di figuranti, che hanno agitato fogli metallici di cartone improvvisamente trasformati in cuscini giganti che agivano da tamburi. Subito dopo una toccante versione acustica dell’inno brasiliano, cantato da Paulinho da Viola, uno dei più grandi musicisti verdeoro, che si è accompagnato con la chitarra. Dopo un viaggio di quindici minuti attraverso le molteplici tendenza della musica brasiliana, parte costitutiva dell’identità del Paese. A cominciare dalla bossa e l’immancabile “A Garota de Ipanema” di Tom Jobim, seconda canzone più famosa al mondo secondo gli organizzatori: l’ha interpretata suo figlio Daniel, accompagnato dall’ex top model Gisele Bündchen, incantevole con il suo lungo abito dorato. Poi è stata la volta delle espressione delle favelas, dal giovane Cristian Do Passinho (13 anni) che ha interpretato il “passinho” locale, mix di hip-hop e capoeira. Poi, uno duo rap prima di “Pais tropical” di Jorge Ben Jor, che ha infiammato gli spettatori del Maracana, che hanno cantato e tenuto il tempo con le mani.
Nel frattempo, un must del genere: l’evocazione delle tappe salienti della storia del Paese ospitante. Insetti in strutture metalliche che vivono nella foresta amazzonica, caravelle europee che sfidano la tempesta dell’Oceano Atlantico prima di attraccare sulle coste brasiliane, schiavo arrivati dall’Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, urbanizzazione caotica. Poi il volo del pioniere dell’aviazione, Alberto Santos-Dumont, a bordo del suo 14 Bis, che ha volato in aria sospeso sul Maracana nella notte di Rio, sorvolando le spiagge infinite carioca, sotto lo sguardo della statua del Cristo redentore del Corcovado. A conclusione della cerimonia il Brasile, che ospita la foresta amazzonica,ha lanciato un appello a proteggere la terra dal riscaldamento climatico. Un messaggio esteso alla sfilata delle 207 delegazioni, tradizionalmente aperte dalla Grecia: ogni atleta ha ricevuto un seme da piantare. Dettaglio originale, ogni team è stato preceduto da un carretto con colori vivaci. L’Italia ha sfilato per 102esima, capitanata da una raggiante Federica Pellegrini, portabandiera con foulard azzurro. I decibel hanno raggiunto il massimo con l’ingresso al Maracanà del Brasile, qualche secondo dopo l’ovazione ai rifugiati. La Russia, invischiata nello scandalo del doping di stato, non è riuscita a evitare i fischi, come Michel Temer, presidente ad interim del Brasile dopo la sospensione di Dilma Rousseff. Fuorigioco Pelé per motivi di salute, l’ultimo tedoforo è stato l’ex maratoneta Vanderlei Cordeiro de Lima, bronzo ad Atene nel 2004 dopo essere stato spintonato da uno spettatore. E’ stato lui ad accendere il braciere olimpico al Maracanà.
L’ex maratoneta brasiliano Vanderlei Cordeiro De Lima ha acceso il braciere olimpico in uno stadio Maracanà all’apice dell’entusiasmo, nel momento culminante della cerimonia di apertura dei Giochi di Rio, i primi nella storia del Sudamerica. La torcia è entrata nello stadio portata dall’ex tennista Gustavo ‘Guga’ Kuerten, tre volte vincitore del Roland Garros ed ex numero uno del mondo. E’ stata portata fino al braciere da Cordeiro, medaglia di bronzo ad Atene nel 2004, dopo che Pelé aveva rinunciato invocando ragioni di salute. Alle Olimpiadi di Atene, Cordeiro De Lima stava cercando di diventare il primo brasiliano a vincere una medaglia d’oro olimpica nella maratona. Poco dopo il 35esimo chilometro, in testa con un vantaggio di circa 25-30 secondi su Stefano Baldini e Meb Keflezighi, Cordeiro De Lima fu aggredito da un teologo irlandese già noto per aver interrotto il Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 nel 2003. Uno spettatore greco lo aiutò a liberarsi, visto che era stato trascinato ai margini della strada. Cordeiro De Lima perse circa 15-20 secondi nell’incidente, fu raggiunto al 38esimo chilometro e superato dai suoi due inseguitori. La Federazione brasiliana inoltrò appello, chiedendo una medaglia d’oro da assegnare anche per Cordeiro De Lima, ma il ricorso fu tuttavia respinto.
Il presidente del Brasile ad interim, Michel Temer, ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, i primi nella storia del Sudamerica, ma è stato travolto dai fischi di larga parte dello stadio Maracanà. Stretto collaboratore di Dilma Rousseff, di cui era il Vice Presidente dal 2011, Temer nel maggio 2016 ha assunto la carica di presidente facente funzioni, in seguito alla votazione dell’impeachment da parte del Parlamento nei confronti di Dilma. L’ex presidente è stata sospesa dalla carica per 180 giorni, in seguito ad accuse di manipolazione dei dati del deficit di bilancio nazionale, ma gode di notevole popolarità in Brasile e i fischi a Temer si spiegano anche per questo motivo.

