Il premier replica al sottosegretario che aveva messo in dubbio la sua imparzialita’: “Fatto gravissimo, se sono in discussione io, e’ in discussione l’intero esecutivo”. Ciascuno dei due vicepremier difende il proprio decreto di bandiera, si annuncia una riunione ‘calda’. Mattarella: obiettivo della Repubblica e’ sanare le fratture ed evitare rancori e paure. Zingaretti: Consiglio senza odg, il Paese e’ senza governo. Fumata nera nella notte per i decreti famiglia e sicurezza bis. Salvini insiste per la nuova stretta sui migranti ma Conte avverte che ci sono dubbi dal Quirinale. Prevista una nuova riunione in settimana.
“C’è una grammatica costituzionale, se si mette in dubbio l’operato del presidente del Consiglio. Noi dobbiamo fidarci, siamo il governo del cambiamento che rifugge le opacità della vecchia politica. Se si mette in dubbio l’operato del sottoscritto, si indebolisce l’azione del governo, allora bisogna farlo in base a percorsi chiari e trasparenti, nelle sedi opportune, le sedi ufficiali sono il Cdm e in prospettiva il Parlamento”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, a margine della sua visita nelle zone terremotate del Centro Italia, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti su La Stampa. “Non possiamo accettare allusioni, insinuazioni affidate alla stampa o a un mezzo video sui Facebook – dice ancora il presidente del Consiglio – bisogna affrontarla in maniera chiara se si mette in discussione questo” e “la grammatica costituzionale prevede che chi lo fa se ne assume la responsabilità: non possiamo dare agli italiani un’immagine di piena coesione – in uno degli ultimi Cdm all’unanimità è stata ribadita la fiducia nel mio operato- e poi, a pochi giorni di distanza, mettere in discussione” il premier “in termini di imparzialità”. Quando la “dialettica elettorale” trascende e mette in discussione l’imparzialita’ del presidente del Consiglio “la cosa non e’ grave, e’ gravissima”, afferma il premier .
Giorgetti, uomo forte della Lega di Salvini, al quotidiano La Stampa di Torino aveva detto: “Conte ha cercato e cerca di interpretare un ruolo di mediazione che non puo’ essere solo quello dei buoni sentimenti. La sensibilita’ politica lui non ce l’ha e quando lo scontro si fa duro ed e’ chiamato a scendere in campo fa riferimento alla posizione politica di chi lo ha espresso. Non ha i pregiudizi ideologici del mondo grillino. Ma lui non e’ una persona di garanzia. E’ espressione dei Cinque Stelle ed e’ chiamato alla coerenza di appartenenza”.
”Nel governo volano stracci: oggi, dopo una clamorosa intervista del sottosegretario Giorgetti, il premier Conte si difende parlando di accuse gravi sulla messa in discussione della sua imparzialità. Intanto è confermato il Consiglio dei ministri in due tempi, con all’ordine del giorno solamente, a quanto si apprende, ulteriori nomine che sono il vero collante di Lega e M5S al governo. Sono uniti solo dalle poltrone. A questo punto il presidente Conte non perda altro tempo: se non dovessero esserci più le condizioni per proseguire, essendo ormai giunti al capolinea, ne tragga le conseguenze e salga al Quirinale”. Lo dice la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli.