Il gip del tribunale di Parma ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di tutti gli indagati, tra cui il sindaco Federico Pizzarotti, coinvolti nella vicenda delle nomine dei vertici del Teatro Regio di Parma. Per tutti l’accusa era abuso di ufficio. Il gip ha accolto la richiesta d’archiviazione avanzata dalla Procura.
E’ stato archiviato il provvedimento a carico del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, per le nomine del teatro Regio di Parma. L’accusa era di abuso d’ufficio. Secondo quanto si apprende in ambienti vicini a Pizzarotti, c’e’ soddisfazione per quella che naturalmente viene considerata una buona notizia. A causa di quell’avviso di garanzia che aveva ricevuto il sindaco e di cui non aveva informato i vertici 5 Stelle, Pizzarotti e’ stato sospeso da M5S il 13 maggio scorso. Da allora, tra l’altro, e’ in attesa di un ‘verdetto’ definitivo di Beppe Grillo che pero’ non e’ mai arrivato.
“Sono contento, soprattutto per la mia citta’, il Teatro Regio e i miei concittadini. Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo togliero'”: cosi’ su Facebook il sindaco di Parma Federico Pizzarotti commenta a caldo la richiesta di archiviazione nei suoi confronti nell’indagine per abuso d’ufficio della procura di Parma per le nomine al teatro Regio.
Nonostante la notizia di oggi dell’archiviazione dell’indagine a carico del sindaco di Parma per la vicenda delle nomine del teatro Regio, la posizione dei vertici pentastellati non dovrebbe cambiare perche’ – viene spiegato –Pizzarotti era stato sospeso (il 13 maggio scorso) per mancata trasparenza, cioe’ per non aver comunicato allo stato maggiore del Movimento di aver ricevuto un avviso di garanzia, e non perche’ oggetto di indagine. Nelle motivazioni della sospensione, viene ricordato dai 5 Stelle, non c’era il merito delle indagini ma il modo in cui Pizzarotti aveva gestito la comunicazione al Movimento. Aver tenuto nascosto l’avviso di garanzia, insomma, e’ l’accusa che rimane nei suoi confronti. In M5S c’e’ pero’ chi osserva che in qualche modo ora la situazione cambia, anche in relazione ad una fase molto delicata e piena di fibrillazioni che stanno vivendo i 5 Stelle, dopo il caos della giunta Raggi, l’ultimo attacco ieri da parte della deputata Roberta Lombardi al fedelissimo della Raggi, Raffaele Marra, definito un “virus che infetta il Movimento” e le notizie di un Direttorio spaccato che non riesce a trovare una strada per restituire compattezza al Movimento.