’La misura dello sgravio contributivo per i nuovi assunti a tempo indeterminato e’ sempre stata una misura temporanea. Lasciamo finire questa misura nel 2018 e dopo la sfida della riduzione del cuneo contributivo’. Ne ha parlato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, a margine del Meeting Confesercenti.
Non c’è ancora nero su bianco ma è molto probabile che il governo non rinnoverà gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Tommaso Nannicini, lascia intendere che l’esonero contributivo potrebbe essere non rinnovato l’anno prossimo. “E’ ancora oggetto di discussione”, ha detto a margine del Meeting di Confesercenti. Tuttavia Nannicini ha ricordato che lo sgravio contributivo per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato “è sempre stata una misura temporanea. E’ già stata ridotta l’anno scorso. Può darsi anche che sia venuto il momento di dire lasciamo finire questa misura, che finirà nel 2018, e poniamoci lì la sfida della riduzione del cuneo contributivo”. Nelle ultime settimane è stato prospettato uno stop all’esonero contributivo. Comunque tra le varie ipotesi, sarebbe allo studio una misura a favore degli sgravi contributivi per le assunzioni circoscritta al Mezzogiorno. La scelta del governo sarebbe di focalizzare le risorse disponibili sulla detassazione del salario di produttività introdotta l’anno scorso. Il premier Matteo Renzi e il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, hanno annunciato il rafforzamento della misura che per l’anno in corso fissa l’imposto massimo a 2.500 euro con un tetto fino a 50mila euro di reddito l’anno. Si parla di innalzare a 4-5mila euro il premio sottoposto a tassazione agevolata e ampliare la platea dei beneficiari fino a redditi di 70-80mila euro l’anno. Per l’anno in corso lo stanziamento è ammontato a quasi 400 milioni di euro e potrebbe salire oltre i 600 milioni a seconda di dove verranno collocate le asticelle per il premio e il reddito.
I lavoratori potranno usufruire dell’Ape dall’eta di 63 anni: l’anticipo sara’ di 3 anni e 7 mesi. E’ il risultato dell’incontro al Ministero del lavoro tra i sindacati e i sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini. “Sessantreanni e’ la mediazione arrivata oggi, ma che era in viaggio da un po’ di tempo”, ha riferito il segretario confederale Cisl, Maurizio Petriccioli. Il sistema – ha riferito il segretario confederale Uil, Domenico proietti – avra’ una sperimentazione di due anni”.