Serie di arresti a Parigi nei confronti di persone sospettate di terrorismo. Cinque siriani sono stati arrestati nella notte in un ristorante del quartiere latino, dove dove progettavano l’acquisto di quattro kalashnikov per la somma di 600 euro. Fermati altri due quindicenni – dopo il giovane arrestato sabato – sospettati di ‘preparare un attentato’, ed entrambi in contatto col jihadista francese Rachid Kassim, presunto mandante e ispiratore dalla Siria di progetti d’attacchi in Francia.
Numerosi arresti a Parigi nei confronti di persone sospettate di terrorismo. Cinque siriani sono stati fermati nella notte in un ristorante del quartiere latino, dove dove progettavano l’acquisto di quattro kalashnikov per la somma di 600 euro. Fermato un quindicenne che secondo gli 007 stava cercando un’arma, intenzionato fare un attentato. Il giovane sarebbe stato in contatto con il jihadista francese Rachid Kassim, presunto mandante e ispiratore dalla Siria di progetti d’attentato in Francia e secondo i media si era ‘proposto per un’azione terroristica’.
La polizia francese ha arrestato un adolescente di 15 anni sospettato di voler realizzare un attacco terroristico a Parigi. Secondo l’emittente BFMTV l’adolescente avrebbe rappresentato un contatto del jihadista francese Rachid Kassim, che invita regolarmente i compatrioti a commettere azioni terroristiche attraverso il suo account. Il ragazzo stava cercando di ottenere una pistola presumibilmente per commettere un attacco, ma il suo obiettivo e il piano non sono noti al momento. Le ricerche sono in corso nella sua casa dopo l’arresto.
Il ragazzo di quindici anni si era “proposto per un’azione terroristica”, precisano i media francesi. Sabato scorso, un altro adolescente di 15 anni legato a Rachid Kassim e sospettato di voler “passare all’azione” era stato fermato a Parigi. Nato il 9 settembre 2001, il quindicenne fermato all’alba non era noto ai servizi di polizia. A quanto si apprende, aveva cercato di procurarsi un’arma ma si ignora l’obiettivo e il modus operandi. In Francia sono circa una trentina i minorenni fermati nel quadro di vicende legate al terrorismo. Dalla Siria, praticamente ogni giorno, Rachid Kassim, lancia messaggi propagandistici su Telegram per chiedere di insanguinare la Francia. Sulla chat criptata il francese jihadista gia’ istigatore di diversi attentati in Francia ha 330 follower. “Il nostro e’ un lavoro estremamente denso per individuare chi puo’ passare all’azione, lavoriamo giorno e notte”, ha detto il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, in una breve dichiarazione alla stampa all’Eliseo “L’azione dei servizi e’ piu’ intesa che mai”.
Le autorita’ di sicurezza tedesche hanno arrestato ieri tre giovani nei pressi di Amburgo, sospettati di pianificare un attacco terroristico nel paese. Secondo le autorita’, i tre giovani sono miliziani dello Stato islaimico (Isis) giunti in Germania come rifugiati attraverso la rotta migratoria balcanica. Il ministro dell’Interno Thomas de Maizie’re (Cdu), ha riferito che i tre erano forse membri di una “cellula dormiente”, ed ha citato legami con i terroristi di Parigi. Ci sono dubbi circa l’eta’ delle persone arrestate. La polizia e i GSG 9 presumono che questi uomini, arrestati martedi’ mattina nel loro covo nello Schlesvig-Holstein, abbiano 17, 18 e 26 anni. Secondo le informazioni a disposizione della “Sueddeutsche Zeitung”, i terroristi di Parigi e i sospetti ora arrestati avevano legami con reclutatori dell’Isis. L’Ufficio federale per protezione della costituzione aveva identificato il trio e lo aveva monitorato per quasi nove mesi. L’inchiesta e’ stata difficile e si e’ giunti ad un risultato solo quando un servizio segreto straniero ha decriptato le chat dei tre, riferisce il quotidiano bavarese. Addosso ai tre sono state trovate diverse migliaia di dollari, passaporti falsi e telefoni cellulari su cui avevano installato programmi di messaggistica criptati. L’arresto dei tre giovani radicalizzati ha gia’ riacceso le polemiche in merito alle politiche dell’accoglienza tedesche e le misure di sicurezza adottate dal governo. Il ministro dell’Interno bavarese, Joachim Herrmann (Csu) ha puntato l’indice contro la presunta connessione tra la politica dei rifugiati voluta da Berlino e i rischi sempre piu’ gravi per la sicurezza del paese. “Le palesi lacune nei controlli dell’enorme flusso di rifugiati, soprattutto in autunno, ci si ritorcono contro”, ha detto il politico ai giornali. “Ora sappiamo che il terrorismo islamista e’ anche in Germania” ha proseguito. Hermann ha spronato a introdurre criteri piu’ stringenti nelle procedure di verifica dell’identita’ dei rifugiati e maggiori controlli alle frontiere, oltre ad un migliore scambio d’informazioni tra le autorita’ di sicurezza all’interno della Ue.