Si difende con “amarezza” Francesco Saverio Garofani, il consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), finito al centro della polemica istituzionale scoppiata tra Fratelli d’Italia e il Quirinale.
In un colloquio con il Corriere della Sera, Garofani ha espresso profonda preoccupazione: “Sono molto amareggiato, per me e per i miei familiari. Mi spaventa la violenza dell’attacco e quel che fa male è l’impressione di essere stato utilizzato per colpire il presidente.”
Il consigliere ha rigettato l’accusa di “manovre” contro il Governo, minimizzando le frasi riportate dal quotidiano La Verità (che gli attribuiva la speranza di un “provvidenziale scossone” per fermare la premier Meloni). “Era una chiacchierata in libertà tra amici,” ha spiegato, assicurando di aver sempre agito con “assoluto rispetto per le istituzioni.”
Garofani ha rivelato di aver ricevuto subito il sostegno del Presidente Sergio Mattarella, il quale lo ha rassicurato personalmente: “Stai sereno, non te la prendere,” gli avrebbe detto il Capo dello Stato, dimostrando “affetto” e fiducia nel suo collaboratore.
Garofani, che ha precisato di non fare politica dal 2018 e di non essere più iscritto al PD, ha ribadito che la sua “bussola” è la lealtà e il servizio all’istituzione del Quirinale.
Dopo l’intervento durissimo del Quirinale (“attacchi ridicoli”), il Governo ha cercato di riportare la tensione sotto controllo, distinguendo l’attacco al consigliere dalla lealtà verso il Capo dello Stato. Giovanbattista Fazzolari (Sottosegretario FdI): Figura vicina alla Premier Meloni, ha dichiarato al Corriere della Sera che “né FdI né tanto meno Palazzo Chigi hanno mai dubitato della lealtà istituzionale del presidente Mattarella,” sottolineando lo “spirito di collaborazione” del Governo con il Colle.
Matteo Piantedosi (Ministro dell’Interno): Intervenuto su Rai 3, ha espresso l’opinione che l’intera vicenda si fondi su “qualche captazione e poi con una rappresentazione decontestualizzata di qualcosa fuori contesto,” e si è detto convinto che “tra una settimana non ne parleremo più.”
Nonostante i tentativi di pacificazione, alcuni esponenti politici hanno sollevato dubbi sulle tempistiche e sull’opportunità delle esternazioni di Garofani. La Vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno (PD), ha osservato che la polemica è scoppiata “il giorno dopo la convocazione del Consiglio superiore di difesa,” tavolo a cui Garofani sedeva, definendo la tempistica “curiosa.”