PROCURA AVVIA INCHIESTA ANCHE PER OFFESA A PRESTIGIO CARICA
Attentato alla liberta’ del presidente della Repubblica e offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato. Questi i reati per i quali procede la Procura di Roma nel fascicolo avviato sui presunti attacchi web a Sergio Mattarella avvenuti nel maggio scorso dietro i quali si sospetta possa esserci l’azione di troll russi.
L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Racanelli e dal pm Eugenio Albamonte (reati informatici e antiterrorismo), e’ stata avviata alla luce dell’informativa della polizia Postale. Nel procedimento si ipotizza anche il reato di sostituzione di persona in relazione agli oltre 400 profili twitter, tutti riconducibili ad un’unica origine, comparsi sui social network la notte tra il 27 e il 28 maggio scorso. Da quei profili partirono migliaia di messaggi di insulti e inviti alle dimissioni nei confronti del Presidente della Repubblica.
Matteo Renzi rivela di aver “chiesto al procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, di essere ascoltato come testimone” nell’ambito dell’inchiesta, perché “su questa storia delle fake news si gioca una partita molto importante”. L’ex premier ricostruisce la vicenda mettendo in fila gli eventi: “Nella notte dello scontro il presidente della Repubblica e il M5S, quindi a fine maggio, con Savona che salta, Conte che rimette il mandato, Di Maio decide di chiedere l’impeachment per Mattarella (un’idiozia pura). Da quel momento partì una campagna contro il capo dello Stato, con tanto di hashtag #Mattarelladimettiti, non si sa orchestrata da chi, con la creazione di profili falsi su social”. Poi l’ex leader Pd si chiede: “Da un soggetto politico imprenditoriale? Una via di mezzo, diciamo, tra una società e un movimento? Chissà?… Se si scoprisse, per caso, che in questo paese ci sono strutture che decidono di mettere in piedi un inquinamento della vita democratica attraverso i social, la bellezza della Rete che fine farebbe?”, conclude. Renzi mette nel mirino anche ‘Il fatto quotidiano’, che in un editoriale a firma del direttore, Marco Travaglio, avrebbe provato a minimizzare la vicenda. “Cercano di cancellare subito il tema, ma sarà uno degli argomenti caldi dell’autunno”, rintuzza il senatore dem.Il collega di partito, Michele Anzaldi, si chiede se sia vero che dietro gli attacchi c’è la Casaleggio Associati. Il deputato del Pd cita ‘Il Foglio’ e afferma: “Sarebbe uno scenario molto grave”. Posizione simile a quella dei senatori democrat “preoccupati per le notizie sui gravissimi attacchi web contro il presidente della Repubblica. Una campagna denigratoria dietro cui si stanno palesando manovre torbide, tanto da indurci a chiedere al governo di fare chiarezza ed evitare che fatti tanto gravi possano accadere di nuovo”.