ALZA STIME PIL, +1,6% IN 2017. OCCUPAZIONE +4% TRA 2017-2020
Il debito delle Amministrazioni pubbliche ad ottobre e’ stato di 2.289,7 miliardi, in aumento di 5,8 miliardi rispetto al mese precedente. Lo rende noto Bankitalia che rileva come nei primi dieci mesi del 2017 le entrate sono state pari a 339 miliardi, in aumento dell’1,3 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016. Inoltre ha alzato le sue previsioni di crescita sul Pil italiano: il dato destagionalizzato e’ atteso al +1,6% nel 2017 e al +1,4% nel 2018, per poi passare al +1,3% nel 2019 e nel 2020. Secondo le previsioni di Bankitalia si rafforza il mercato del lavoro e “crescerebbe complessivamente di poco oltre il 4% nel quadriennio 2017-20”.
La Banca d’Italia alza le sue previsioni di crescita sul Pil: le informazioni congiunturali indicano, infatti, un’espansione dell’attivita’ economica nel trimestre in corso in linea con quella osservata in media nei primi nove mesi dell’anno. Il Pil, corretto per gli effetti del numero di giornate lavorative, aumenterebbe dell’1,6 per cento nel 2017, per rallentare leggermente nel prossimo triennio, all’1,4 per cento nel 2018 e all’1,3 sia nel 2019 sia nel 20201. Queste stime di crescita sono piu’ favorevoli rispetto agli scenari previsivi della Commissione europea e dell’FMI, che prefigurano invece un’espansione meno accentuata del Pil nel prossimo biennio. L’attivita’ economica sarebbe trainata prevalentemente dalla domanda interna. Nel corso dell’orizzonte di previsione il rapporto tra investimenti in capitale produttivo e Pil si riporterebbe ai valori antecedenti alla doppia recessione. Secondo BANKITALIA, inoltre, l’occupazione crescerebbe complessivamente di poco oltre il 4% nel quadriennio 2017-20. Il concomitante aumento della partecipazione al mercato del lavoro, attribuibile al miglioramento delle prospettive e al progressivo innalzamento dell’eta’ di pensionamento, comporterebbe una discesa ancora graduale del tasso di disoccupazione, che si porterebbe al 10,5% nel 2020. Quanto all’inflazione, dopo una flessione l’anno prossimo, tornerebbe a salire gradualmente. La crescita dei prezzi, pari all’1,3% nella media di quest’anno, si ridurrebbe nel 2018 (0,9%), anche in seguito all’esaurirsi dell’effetto del rincaro dei beni energetici e alimentari registrato all’inizio del 2017; risalirebbe poi all’1,5 e all’1,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020.