Ad aprile il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.373,3 miliardi. Lo rileva la Banca d’Italia. L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (2,8 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (11,6 miliardi, a 58,5); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso aumentato il debito di ulteriori 0,4 miliardi.
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il Debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 13,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali di 0,9 miliardi. Il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.
La situazione relativa al debito pubblico italiano e’ senza dubbio complicata, ma la massiccia presenza di risparmi privati nel paese fa si’ che non sia allarmante. Lo ha dichiarato il presidente della commissione Affari esteri presso il Senato della Repubblica, Vito Petrocelli, all’agenzia di stampa russa “Sputnik” nel quadro della sua visita a Mosca alla guida di una delegazione della commissione esteri. “I requisiti imposti per rimanere all’interno dell’eurozona, tanto severi per l’Italia quanto flessibili per Francia e Germania, sono un’assurdita’ dal punto di vista economico”, ha aggiunto il senatore, commentando le possibili misure disciplinari per la riduzione del debito pubblico italiano recentemente annunciate dal commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici.
“Dai dati Bankitalia emerge come ad oggi il debito pubblico rappresenti un fardello da 39.238 euro per ogni singolo cittadino italiano, neonati compresi”. Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando gli ultimi dati. “Considerando il numero di famiglie censite in Italia dall’Istat, il debito pesa per 93.488 euro a nucleo familiare. Tutto ciò mentre il Pil scende e i dati economici nei vari settori, dal commercio all’industria, registrano andamenti negativi”, prosegue Rienzi.
“Il debito pubblico sembra sempre più lontano dall’iniziare la tanto attesa discesa, e i numeri odierni di Bankitalia dimostrano il danno economico subito da tutti i cittadini, costretti a finanziare gli interessi sul debito ‘monstre’ attraverso le tasse”, conclude Rienzi.