Gli aspiranti medici protestano contro il “semestre filtro”: “Rischiamo di perdere l’anno”. La Ministra dell’Università si difende e assicura: “Entreranno 24.026 studenti”. L’opposizione chiede le dimissioni per il “clamoroso disastro”.
Tensione e polemiche al festival politico Atreju, dove la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata duramente contestata dagli studenti di Medicina. La protesta è esplosa per il nuovo sistema di accesso all’Università, il cosiddetto “semestre filtro”, che sta generando incertezza sul percorso formativo. “Non ce la facciamo più – urlavano gli universitari – rischiamo di perdere l’anno”.
La replica della Ministra Bernini dal palco ha immediatamente innescato una polemica politica. Citando, come ha specificato in seguito, Silvio Berlusconi, la Ministra ha scandito: “Siete sempre dei poveri comunisti.”
Successivamente, la Ministra ha cercato il confronto, scendendo tra il pubblico per raccogliere le domande e poi rispondendo dal palco. Bernini ha accusato gli studenti dell’Unione degli universitari (UDU) di praticare la “strategia del caos” e di “parlare ma non ascoltare”.
“Ragazzi voi dovete imparare che non siete solo voi gli studenti, sono tutti gli studenti. Questa è la strategia del caos, amici: loro parlano ma non ascoltano,” ha affermato Bernini, aggiungendo di sentire gli stessi “slogan in maniera ossessivo-compulsiva” da tre anni.
Riguardo alla riforma, Bernini ha assicurato che la soluzione individuata – che prevede l’inserimento in graduatoria di tutti gli studenti che otterranno i crediti formativi necessari – “non è una sanatoria” e ha fornito un dato preciso: “24.026 studenti universitari saranno a febbraio nella graduatoria di Medicina, questo è l’impegno che io mi assumo qui davanti a voi.”
La Ministra ha difeso l’operato del Governo: “Le riforme sono difficili, il governo Meloni non ha paura di affrontare sfide e prove difficili. Noi abbiamo il coraggio di governare veramente.”
Nonostante le rassicurazioni, molti studenti stanno preparando ricorsi legali contro quello che definiscono una “decisione illegittima e incostituzionale”. La Ministra ha tuttavia ribadito che il suo staff è in continuo lavoro per migliorare la riforma, essendo di “prima applicazione”, e ha promesso: “Tutto quello che ci sarà da fare, sarà fatto.”
La citazione berlusconiana ha immediatamente scatenato l’opposizione. Elisabetta Piccolotti (Avs) ha chiesto le dimissioni di Bernini: “La ministra Bernini dopo aver fatto un clamoroso disastro […] si permette anche di sfottere gli studenti che la contestano, di dire che sono inutili, di chiamarli ‘poveri comunisti’. Ma come si permette? Dovrebbe piuttosto chiedere scusa a tutti gli studenti e dimettersi.”
Solidarietà è arrivata dalla maggioranza, con Marta Schifone (FdI) che ha espresso “sostegno e soddisfazione” per il lavoro della Ministra, rivendicando l’azione di governo che ha portato al “record di risorse stanziate sul Fondo di Finanziamento Ordinario” e all’abolizione della “odiosa e iniqua lotteria del test di medicina.”