Per quattro volte ha ribadito ‘Sì’ ai medici che hanno accettato la sua rinuncia alla ventilazione meccanica e alla sedazione palliativa profonda. Se n’è andata così Patrizia Cocco, 49 anni di Nuoro, dopo aver combattuto con la Sla (sclerosi laterale amiotrofica). La donna era affetta dalla malattia dal 2012. A dicembre, quando è stata approvata la legge sul Biotestamento, ha potuto scegliere. Ieri i funerali, nella chiesa di san Domenico Savio, nella sua città.
Patrizia Cocco nello scorso mese di giugno si era rivolta ad Associazione Luca Coscioni per richiedere informazioni, nello specifico caso a Marco Cappato, circa il percorso da affrontare per giungere al diritto di porre fine alla propria esistenza e ad una vita che dopo anni di malattie non riteneva piu’ degna di essere vissuta. Lo spiega la stessa associazione, in merito al caso della donna sarda malata di Sla alla quale su sua richiesta e’ stata interrotta la ventilazione artificiale. A lei “fu indicata la possibilita’ di seguire il percorso gia’ solcato, attraverso una lunga battaglia nei tribunali, da Walter Piludu quando la legge riconobbe come un dovere per il medico quello di adempiere le volonta’ del paziente se intenzionato a rifiutare l’accanimento terapeutico, in relazione agli artt. 13 e 32, comma 2 Costituzione. Patrizia scriveva tramite un “comunicatore” oculare, grazie all’uso di occhi compromessi dalla Sla. Si definiva come una persona che non viveva piu’, in quanto attaccata alle macchine ogni giorno, per tutto il giorno, e riferiva di vivere un incubo, di non essere in grado di muovere muscoli Voleva solo smettere di soffrire. Ma non poteva permettersi la Svizzera. Dopo essersi confrontata con i componenti della famiglia- ricorda l’associazione – Patrizia aveva nominato un notaio come amministratore di sostegno. Oggi l’epilogo di un calvario tortuoso”. “Si tratta del primo caso reso noto dopo l’entrata in vigore del Biotestamento relativo all’applicazione del consenso informato e l’interruzione delle terapie” dichiara Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni. “La differenza col passato e’ che grazie a testamento biologico non e’ ora piu’ necessario affrontare lunghe battaglie nei tribunali per vedere rispettato il diritto fondamentale di decidere l’interruzione di terapie. Continueremo a vigilare affinche’ la legge venga rispettata e monitorare la situazione nei comuni italiani in merito all’effettiva possibilita’ di rilascio dell DAT. Oltre a fornire tutte le informazioni tramite la casella mail biotestamento@associazionelucacoscioni.it”.