Mentre l’associazione Luca Coscioni manifestava fuori dal Montecitorio “per chiedere al Senato di discutere ed approvare senza modifiche la legge sul testamento biologico” come spiegato dalla copresidente Mina Welby, dentro il palazzo della Camera il leader della Lega Matteo Salvini commentava in modo piuttosto netto: “Più che di fine vita io mi preoccupo della vita: a me piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo. Poi di morte, di una buona morte, ci occuperemo al momento giusto”. Parole un po’ forti, che hanno suscitato critiche e reazioni, anche perché il momento giusto per molto sarebbe questo: la maggioranza punta infatti a calendarizzare in Senato il testo, già approvato dalla Camera, per dopo la legge di bilancio, prima della fine dell’anno. A lanciare per prima l’accusa a Salvini è Barbara Serracchiani: “Spero che chi oggi parla con sprezzo dei malati e delle loro famiglie recuperi un minimo di umanità e, anche se è contro la legge, si esprima con rispetto”.
E subito c’è chi rilancia, come Doris Lo Moro di Articolo 1: “A partire dalla prossima settimana il Senato avrà presumibilmente concluso i lavori della legge di bilancio e l’aula potrà affrontare altri temi. Dalle ultime indiscrezioni sembra che la maggioranza e il Pd siano intenzionati a mettere finalmente in calendario il testamento biologico. “Non vorremmo però – che dietro la decisione di portare a compimento una legge giusta e necessaria si nascondesse l’intenzione di far passare in cavalleria la discussione della legge sullo Ius soli”.
“Le parole di Salvini ignorano e mortificano il grande tema del dolore” Luigi Manconi, Pd, Presidente della Commissione dei diritti umani al Senato, commenta ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ le dichiarazioni rilasciate ieri dal Segretario della Lega sul biotestamento. “Quando parliamo di fine vita e testamento biologico – prosegue Manconi – parliamo di provvedimenti che hanno lo scopo di ridurre la sofferenza. O noi partiamo da questo concetto, quindi sottrarre il corpo a un’agonia, oppure stiamo parlando d’altro. Non si tratta di far morire di fame e di sete”.
“Sono inqualificabili le parole di Matteo Salvini sul biotestamento che, per una mente cinica come la sua, e’ questione di chi vive e di chi muore. In questo momento io tengo a stringermi a tutte le persone che soffrono: non ascoltatelo, e’ lui il vero malato”. Cosi’ Gero Grassi, vicepresidente del Deputati Democratici.
Chi invece assicura il suo ok solo al biotestamento e’ il M5S. “E’ una legge che serve ai vivi, un diritto sacrosanto, si puo’ fare in 24 ore”, sottolinea Alessandro Di Battista attaccando Salvini. E, sul leader della Lega arriva anche la netta condanna del Pd. “Rispetti i malati”, tuona Debora Serracchiani laddove il vice segretario dem Maurizio Martina si augura che si voti presto per “una legislatura di svolta sui diritti”. Ma da Salvini non arriva alcuna marcia indietro. “Non ho detto nulla di strano”, sottolinea il leader leghista invitando Renzi “a non smanettare piu’ su Facebook e farci sapere cosa vuol fare”.