Il presidente di Confindustria: “Tavolo con Cgil, Cisl e Uil, vedro’ presto Landini”. Le tre organizzazioni disponibili.
‘Lo incontreremo. Non entriamo nelle scelte del sindacato’. Cosi’ il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, ha replicato a chi gli chiedeva un commento sull’elezione di Maurizio Landini a segretario generale della Cgil. ‘Con Cgil, Cisl e Uil c’e’ un tavolo aperto – ha aggiunto – Dovremmo continuare a parlare dell’evoluzione del patto per la fabbrica. Secondo noi i tempi sono maturi per costruire un vero patto per il lavoro insieme a Cgil, Cisl e Uil’.
“Siamo d’accordo con il Presidente di Confindustria, Vicenzo Boccia: è giunto il tempo di un vero patto per il lavoro nel nostro Paese. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Tutti i soggetti interessati, Governo, imprese e sindacati devono assumersi la responsabilità di partecipare alla definizione di un’intesa per il rilancio vero dell’occupazione e per la crescita”.Così in una nota il segretario generale Uil Carmelo Barbagallo.
‘Italia, più che pensare a una eventuale manovra correttiva, deve preparare subito un “piano B” contro il rallentamento dell’economia e il rischio recessione, anche perché la frenata dell’industria tedesca mette in difficoltà la produzione italiana. Lo sostiene il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine del convegno l’ ‘Impegno sociale e culturale di Intesa Sanpaolo per l’Italia’, a Milano. “Occorre mettere mano – spiega Boccia – a quello che abbiamo definito un ‘piano B’ post manovra, senza far ricorso al deficit, e cominciare a prepararsi, purtroppo, al rallentamento dell’economia globale che impatta anche sull’Italia. In particolare preoccupano i dati di rallentamento della Germania, che significano meno ordini per l’economia italiana”.Secondo Boccia, “questo significa aprire immediatamente i cantieri, c’è uno studio molto chiaro dell’associazione nazionale dei costruttori che prevede 26 miliardi di risorse già stanziate per attivare cantieri che determinerebbero 400 mila posti di lavoro, al di là della Tav Torino-Lione, che ne porterebbe altri 50 mila”.