Ieri chiusura con un rialzo del 4,15% per Piazza Affari, ai massimi dalla Brexit; rally delle banche. Oggi il cda di Mps.
Ricoperture in massa sui bancari italiani ed europei e il Ftse Mib chiude con un rialzo superiore al 4% che lo riporta ai massimi dal 24 giugno, il day after del voto inglese sull’uscita dall’Unione europea. Con l’arrivo degli investitori americani nel pomeriggio Piazza Affari ha messo a segno un rally che la colloca tra le migliori performance dell’anno e che ha portato il Ftse Mib a chiudere in rialzo del 4,15% trascinato dal settore bancario. ‘Sono scattate le ricoperture sul comparto bancario con contratti futures sui titoli del settore decisamente superiori a quelli cash’ spiega un operatore. ‘Ce lo aspettavamo gia’ ieri un forte rimbalzo per le banche italiane che sono pesantemente a sconto’ aggiunge un altro trader sottolineando come in particolare su Unicredit ci sia grande attenzione in vista delle cessioni e del piano. Unicredit ha guadagnato il 12,8%, rialzo per 9,9% di Mediobanca e del 9,7% per Ubi. Cautela sul Monte dei Paschi (+1,1%) mentre le indiscrezioni assegna piu’ chance all’intervento pubblico per la messa in sicurezza dell’istituto. Nel resto d’Europa brillante anche Madrid (+2,6%). Forte correzione del greggio a 50,79 dollari al barile a New York (-1,9%). Euro/dollaro a 1,0735 (1,072 ieri sera).
Il ritorno sui titoli bancari e’ stato corale e ha riguardato il settore anche in Europa (+4,3% l’indice Dj Stoxx 600) ma e’ in Italia che si sono evidenziate le performance piu’ rilevanti con l’indice Ftse Italia Banche salito di quasi il 9%. Consistenti anche i volumi: scambiato quasi il 3% di Unicredit, l’1,3% di Intesa e di Mediobanca, il 4% di Banca Popolare di Milano. Anche le popolari che ieri erano state le piu’ penalizzate dal timore di consistenti esborsi da destinare ai soci che hanno esercitato il recesso sulle operazioni di trasformazione in spa dopo la sospensione da parte del Consiglio di Stato della circolare di Banca d’italia sull’attuazione della riforma degli istituti cooperativi. Oltre a Ubi(+9,7%), Bpm e’ salita del 9%, Banco Popolare del 9% e Bper del 7,1%. Intesa Sanpaolo e’ tornata ai livelli di meta’ novembre a quota 2,2 euro. E’ stato Luxottica (-0,3%) l’unico titolo in rosso tra le big del Ftse Mib: una flessione, comunque rientrata nel pomeriggio, innescata dalle valutazioni di Goldman Sachs che ha confermato la valutazione “sell” sul titolo sostenendo che le quotazioni sono da considerarsi a premio rispetto alle prospettive di crescita di ricavi e ebitda nei prossimi anni.
Oltre al settore bancario, il risparmio gestito e le utility sono stati gli altri settori oggetto d’acquisto sul mercato azionario italiano: A2a ha guadagnato il 6,4%, Italgas il 6%, Enel il 5%. I dati ufficiali comunicati dai grandi gestori patrimoniali sulla raccolta di novembre hanno favorito gli acquisti su Azimut(+5,2%), Banca Mediolanum (+4,8%) e Finecobank(+4,5%). Exploit del 13,5% per Banca Generali dopo che la raccolta netta di novembre e’ stata positiva per 420 milioni portando il cumulato da inizio anno a 4,9 miliardi di euro. Banca Mediolanum ha registrato una raccolta netta positiva per 293 milioni a novembre (4,53 miliardi il cumulato da inizio anno). Per Finecobank la raccolta di novembre e’ scesa del 29% a 209 milioni, un dato – dice la societa’ – su cui pesa il record di imposte da parte della clientela pari a circa 300 milioni. La migliore performance di Piazza Affari e’ stata pero’ quella di Tiscali (+14,2%) che ieri ha annunciato di aver ceduto a Fastweb il ramo d’azienda business che comprende i “clienti top” e il contratto con la pubblica amministrazione per 45 milioni di euro.