Il ministro della Giustizia Michael Gove, candidato euroscettico alla guida dei Tory e del governo britannico e’ d’accordo con la rivale Theresa May a non attivare i negoziati per la Brexit prima del 2017. Anche per il voto anticipato nel Regno Unito sembra non esserci fretta: ‘si votera’ nel 2020′, ha detto, ‘per dare tempo a chi succedera’ a David Cameron di attuare un programma’. A stretto giro la risposta di Juncker: ‘Invitiamo Londra a chiarire le sue intenzioni. Non abbiamo tempo da perdere. Non possiamo aggiungere incertezza ad incertezza’.
Primo discorso pubblico di Michael Gove, ministro della Giustizia del Regno Unito, dopo la candidatura a sorpresa alla guida del Partito conservatore, decisa in extremis negando il sostegno all’ex sindaco di Londra Boris Johnson, compagno nella battaglia referendaria per la Brexit. “Sto partecipando a questa contesa per una e una sola ragione: voglio che questo paese, che amo e che mi sta dando cosi’ tanto, abbracci questa opportunita’ di cambiamento con ottimismo e convinzione”, ha esordito Gove. “Devo dire che non mi sarei mai aspettato di trovarmi in questa posizione. Non volevo e ho fatto in effetti quasi tutto quello che potevo per non essere un candidato alla guida di questo partito”, ha premesso, spiegando le ragioni della sua esitazione: “Ero cosi’ tanto riluttante perche’ conosco i miei limiti. Qualunque cosa sia il carisma, io non ce l’ho. Qualunque cosa il glamour possa essere, nessuno potrebbe vederlo in me”.
“Sapevo – ha proseguito Gove – che avevamo bisogno di un leader che credesse in questo nuovo percorso e che potesse costruire e guidare una squadra unita per affrontare le sfide che ci attendono. Credevo che Boris Johnson, che ha combattuto la campagna referendaria al mio fianco con tale energia ed entusiasmo, potesse costruire e guidare quella squadra. Volevo cosi’ tanto che il piano funzionasse. Ho lavorato giorno e notte per questo. Ma sono giunto alla conclusione questa settimana che Boris, con tutti i suoi formidabili talenti, non e’ la persona giusta per questo compito. Non avrei potuto raccomandare ad amici, colleghi e al paese qualcosa in cui non credevo piu’. Ho dovuto difendere le mie convinzioni”.
Consapevole “di non poter promettere che tutti i giorni a venire saranno facili per il paese”, Gove ha concluso: “Tutto quello che posso promettere e’ che governerei come il capitano di una squadra e metterei sempre il nostro paese e il nostro popolo al di sopra di tutto. Questo paese ha votato per il cambiamento e io lo attuero’. Mi candidato come leader che vuole cambiare il sistema dell’istruzione, il sistema giudiziario e carcerario. Il paese non ha votato per la solita politica, per i soliti affari, ed e’ per questo che mi candido come leader per il cambiamento”.
“Sulla cosiddetta Brexit, vogliamo essere chiari, non ci saranno negoziati prima della notifica ed invitiamo le autorita’ britanniche a rendere chiare le loro intenzioni. Non abbiamo tempo da perdere. Non possiamo aggiungere incertezza ad incertezza. Vorremmo sapere dove ci stiamo dirigendo”, lo ha ribadito il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker.