MAY NELL’OCCHIO DEL CICLONE CORBYN CHIEDE IL VOTO, LA PREMIER NEL MIRINO ANCHE DEI TORY
Resta contraria a un secondo referendum sulla Brexit, ma la premier Theresa May apre alla possibilita’ della Camera dei Comuni di votare su un emendamento che lo chieda nell’ambito dell’approvazione della legge quadro sull’uscita dall’Ue che presentera’ a Westminster a inizio giugno. La premier Tory lo ha detto in un discorso a Londra. Ma non è bastato per placare le polemiche. Il leader laburista Corbyn l’ha attaccata, sostenendo che ‘non ha piu’ autorita” per trovare un accordo parlamentare e chiedendo il ritorno alle urne. E sulla stampa si moltiplicano le voci di un tentativo di golpe in casa Tory per silurarla. Downing Street pero’ nega l’ipotesi di un’uscita di scena e in serata sembra rinviata almeno a venerdi’ l’ipotesi di dimissioni. Lascia la ministra Leadsom e scarica la premier.
Potrebbe essere “l’ultima chance”, come lei stessa l’ha definita, per mettere fine all’impasse e portare il Regno Unito fuori dall’Ue. Theresa May ha reso noto il nuovo piano per la Brexit che intende proporre e mettere ai voti in Parlamento: tra le novita’ principali, la possibilita’ per i deputati di votare sull’opportunita’ o meno di tenere un secondo referendum. La May ha riconosciuto che nella Camera “l’importante questione” e’ molto sentita. Da qui la proposta di includere un voto sul tema nella proposta di legge sul ritiro dall’Ue. Il piano e’ relativamente ‘nuovo’, nel senso che e’ sostanzialmente quello gia’ respinto in tre occasioni da Westminster, con l’aggiunta dei progressi negoziati con il Labour. Ma May ha salvato alcuni dei punti concordati: garanzie per mantenere i diritti di consumatori e lavoratori e piu’ rigorosi standard ambientali, in linea con Bruxelles.
Il nuovo piano prevede anche un’unione doganale ‘temporanea’ con l’Ue, fino alle prossime elezioni generali nel Regno Unito; e l’assicurazione che il governo cerchera’ di concludere accordi alternativi per sostituire il backstop entro dicembre 2020. “Stiamo facendo una nuova offerta per trovare terreno comune in Parlamento”, ha sottolineato la May, entrata a Downing Street all’indomani del referendum del giugno 2016 per portare a termine l’impresa della Brexit. La proposta arrivera’ in Parlamento nella prima settimana di giugno.
Ma anche alcuni membri del suo gabinetto hanno respinto le sue nuove proposte, fra cui quella di una apertura ad un secondo referendum, e nelle ultime ore si moltiplicano gli appelli alle sue dimissioni. Fra i deputati conservatori, almeno una settantina hanno già preso le distanze dalla nuova “offerta” della premier; alcuni hanno parlato di “tradimento”. “E’ arrivato il momento per la Primo ministro Theresa May di andarsene”, scrive Tom Tugendhat, presidente conservatore della commissione Esteri dei Comuni sul Financial Times. “Deve annunciare le dimissioni dopo le elezioni europee di giovedì”, ha aggiunto, scrutinio al quale i britannici non avrebbero mai dovuto prender parte e che rischia di trasformarsi in un disastro per i Tory. “E’ ormai evidente che la schiacciante maggioranza del partito, in Parlamento, fra i suoi militanti e nel suo elettorato, è ormai d’accordo, deve andarsene”, gli ha fatto eco, un altro deputato conservatore. Fonti citate dai media britannici assicurano che le dimissioni di May sono già un fait accompli, ma che una data non è ancora stata fissata. Altri suggeriscono che un annuncio potrebbe essere fatto addirittura in serata. Di sicuro il Comitato 1922 si riunisce nel giro di qualche ora per discutere di un eventuale voto di sfiducia. La leader conservatrice ha pertanto tenuto testa per due ore oggi ai suoi detrattori nel corso di un question time ai Comuni, esortando i deputati a sostenere il suo nuovo accordo di Brexit che intende sottoporre al voto di Westminster all’inizio di giugno. “A tempo debito, un altro Primo ministro si troverà in questo posto. Ma fino a quando sarò qui, avrò il compito di essere chiara con questa assemblea. Se vogliamo mettere in moto la Brexit, dobbiamo votare questa legge sull’accordo di divorzio dall’Ue”, ha detto ai deputati.