Il Parlamento britannico alla fine di un duro scontro ha votato la legge che impedisce l’uscita dall’Unione europea senza un accordo. Una legge bipartisan che è passata per un solo voto, 313 a 312. Il provvedimento è vincolante e costringe Theresa May a chiedere un ennesimo rinvio alla Ue nel caso che il 12 aprile si prospettasse il rischio del no deal. Ora il testo passerà alla Camera dei Lord che dovrebbe approvare definitivamente il testo. Ma alla Camera dei Lord, malgrado un ampio sostegno maggioritario in prima e seconda lettura, il testo, approvato per un voto ai Comuni con un contestato iter sprint, non e’ riuscito a ottenere lo stesso trattamento alla Camera alta. Il tentativo di alcuni lord laburisti pro Remain d’imporre una corsia privilegiata per chiudere in giornata si e’ scontrata con l’ostruzionismo di diversi colleghi Tory – in particolare di un drappello di storici ex ministri thatcheriani guidati da Nigel Lawson -, ma anche dalle obiezioni costituzionali oltre che procedurali di membri indipendenti della Camera come lord David Pannick, uno dei piu’ autorevoli giuristi del Regno Unito. Di qui la decisione finale di prendere tempo fino a lunedi’ per ulteriori approfondimenti prima della terza lettura. In tempo comunque, assicura l’ufficio del capogruppo del Labour, per far tornare ai Comuni l’eventuale versione emendata entro un’ora utile per l’entrata in vigore lunedi’ stesso.
“Il 12 aprile è la data ultima per l’approvazione” dell’accordo, ha ricordato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ricordando che in caso contrario non potrà più essere preso in esame.
Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, vuole proporre un rinvio “flessibile” di 12 mesi per la Brexit. Lo riferisce una fonte europea citata dalla Bbc. Il suo piano permetterebbe al Regno Unito di lasciare l’Ue prima, se il Parlamento britannico ratifichera’ un accordo, ma la proposta dovra’ essere accettata dai leader europei al vertice straordinario della prossima settimana, spiega la Bbc.
La polizia britannica si dichiara pronta, con 10.000 agenti di riserva, a far fronte a qualunque emergenza – fino alla piu’ improbabile – legata alla Brexit o a ipotetici disordini innescati da scenari limite come quello di un divorzio no deal dall’Ue particolarmente traumatico. Ma rivolge anche un invito pressante agli esponenti politici e a tutte le figure pubbliche a non “infiammare gli animi”. L’appello arriva da Martin Hewitt, chairman del National Police Chiefs’ Council, che sottolinea l’atmosfera “incredibilmente febbrile” e passionale in settori della societa’ dell’isola. E incoraggia chiunque abbia una qualche responsabilita’ pubblica a essere “misurato” nelle parole, a “non infiammare gli animi della gente”. Indagini sono state condotte di recente su intimidazioni ispirate dalla polemica sulla Brexit, minacce vere e proprie (denunciate fra gli altri da deputati pro Remain) e persino su due tentativi di sabotaggio del passaggio di altrettanti treni. Di ieri e’ inoltre la denuncia del video shock di militari di Sua Maesta’ che si sarebbero ripresi mentre facevano il tiro al bersaglio contro un’immagine del leader laburista, Jeremy Corbyn.