Dura presa di posizione del Giappone nei confronti di Londra dopo la Brexit: secondo il Ministero degli esteri di Tokyo, “le imprese giapponesi che hanno il quartier generale nel Regno Unito potranno decidere di spostare la loro sede principale nell’Europa Continentale”. La Gran Bretagna deve prepararsi per ‘tempi difficili’ con la Brexit, aveva detto in precedenza alla Bbc la premier Theresa May, aggiungendo che non sara’ facile traghettare il Paese fuori dall’Unione. Ha precisato inoltre che i negoziati con Bruxelles non inizieranno fino al 2017 ma non si dovra’ andare troppo per le lunghe.
Il Giappone ha messo in guardia la Gran Bretagna dopo la Brexit perché l’uscita di Londra dall’Ue potrebbe spingere le istituzioni finanziarie giapponesi a trasferirsi nell’Ue continentale. È quanto emerge da un rapporto di 15 pagine di una task force costituita dal governo giapponese, pubblicato in occasione con il G20 in Cina. Il rapporto, pubblicato sul sito web del Ministero degli Esteri di Tokyo, cita una serie di problematiche, tra cui la possibile perdita del ‘passaporto unico’ Ue per le imprese con base a Londra. La stima dei posti creati dalle aziende giapponesi con sede nel Regno Unito è di 440 mila posti di lavoro in tutta Europa, dove possono accedere proprio grazie al passaporto. Per quanto riguarda l’industria farmaceutica, la task force avverte che se l’Agenzia europea per il farmaco dovesse traslocare nel Continente “l’appeal di Londra come l’ambiente ideale per lo sviluppo di farmaci si perderebbe e questo potrebbe costringere le aziende giapponesi a riconsiderare le proprie attività commerciali”. Un funzionario della task force ha detto a Reuters che nello stilare il rapporto sono state prese in considerazione “le preoccupazioni del settore privato” giapponese.